La segreteria regionale di Rifondazione Comunista rende noto che domani, sabato 1 ottobre alle ore 17 a Potenza presso la sala A del Consiglio Regionale, ha organizzato un incontro con l’economista Domenico Moro per discutere di “Globalizzazione e declino industriale” che è l’argomento di un suo saggio pubblicato nel 2015.
"Fuori dalla vacua propaganda dei governanti ad ogni livello, di cui il campione è senz’altro Matteo Renzi, – si legge nel comunicato diffusa da Prc Basilicata – la realtà ad oggi non vede risposte degne di considerazione. Il lavoro manca e continua a diminuire con la conseguenza di maggiore povertà e maggiore insicurezza per la parte più larga del corpo sociale. La produzione industriale italiana continua a diminuire, siamo al 25% in meno nell’ultimo decennio e l’unica industria che in occidente, Europa e Stati Uniti, continua a crescere è quella militare".
"Il paradosso che viviamo è che economisti liberali parlano di insostenibilità del modello sociale attuale ed i governi europei ed italiano continuano ad ingannare parlando di crescita in arrivo da un lato e dall’altro a praticare una austerità che dal 2008 ad oggi ha prodotto solo distruzioni a partire da quelle umane".
Parlando dei fatti lucani Rifondazione Comunista sostiene che "la vicenda petrolio ci dice che il lavoro è poco, le royalties incerte, i danni alla salute invece certi come il ramificarsi di corruttele varie e riduzione di diritti del lavoro come a Tempa Rossa dovute al restringersi della redditività dell’investimento. Quello che fu il polo del salotto sta vivendo l’epilogo di una fine ingloriosa con gli ultimi licenziamenti alla Natuzzi. Mentre FCA – Sata conferma la pratica di un capitalismo assistito quanto rapace, sia delle energie delle lavoratrici e dei lavoratori, sia degli ingenti finanziamenti pubblici ricevuti, consegnandoci di nuovo con tempi più rapidi la pratica della cassa integrazione.
I dati parlano chiaro. Oltre 6000 posti di lavoro perduti dal 2008 e poco più di 2000 realizzati. Povertà ormai al 30%.
Non è facile costruire alternative. Nell’immediato però le risorse andrebbero tutte destinate a creare lavoro non in un improbabile sostegno all’impresa privata. Come altri riteniamo che la prima cosa da fare sia un grande piano di difesa idrogeologica del territorio e di adeguamento al risparmio energetico ed alle norme antisismiche degli immobili, con capitali pubblici aggiuntivi, violando le norme restrittive dell’Europa.
L’incontro che abbiamo organizzato per sabato 1 ottobre ha lo scopo di contribuire a creare un punto di riferimento comune per le forze frammentate della sinistra, i movimenti, la cultura democratica e le organizzazioni sindacali non subalterne ai governi".
Bas 05