Patrizia Minardi porta in scena “La voce umana”

Doppio appuntamento all’insegna del grande teatro francese. Il monologo scritto da Jean Cocteau verrà proposto giovedì 12 febbraio a Matera nella sede de La Scaletta e sabato 14 febbraio nella sala consiliare del Comune di Pomarico. La rassegna è organizzata da MetaTeatro e La Scaletta

Giovedì 12 febbraio a Matera nella sede de La Scaletta e sabato 14 febbraio nella sala consiliare del Comune di Pomarico, quarto appuntamento con “…ai monologhi”, la rassegna organizzata e promossa dall’associazione MetaTeatro e dal Circolo Culturale La Scaletta.

Questa settimana Patrizia Minardi porterà in scena il grande teatro francese interpretando “La voce umana” di Jean Cocteau.

Scritto nel 1930 e rappresentato per la prima volta al Théâtre de la Comédie-Française, La voce umana è considerato uno dei monologhi più toccanti mai scritti per un’interprete femminile.

Cocteau affida a una lunga conversazione telefonica il racconto di una separazione: una donna sola, in scena, tenta disperatamente di trattenere l’uomo che ama, mentre dall’altro capo del filo l’assenza si fa sempre più definitiva.

La telefonata – gesto quotidiano, quasi banale – diventa così il luogo di un’intensa tragedia interiore. Tra frasi interrotte, silenzi carichi di senso, interferenze e attese, la parola si frantuma e si ricompone, trasformandosi in azione scenica. Il pubblico, pur ascoltando una sola voce, percepisce costantemente la presenza dell’altro interlocutore, mai visibile ma drammaticamente reale.

In questo testo essenziale e di grande rigore formale, Cocteau realizza la sua idea di “teatro puro”: un teatro spoglio, privo di artifici, dove la tensione emotiva nasce esclusivamente dalla parola e dal silenzio. La voce umana è il ritratto di una solitudine che diventa universale, di un amore che si consuma nel tempo sospeso dell’attesa, di una donna che si aggrappa alla comunicazione come ultima ancora di salvezza, pur sapendo che quel filo è destinato a spezzarsi.

L’interpretazione di Patrizia Minardi restituisce con intensità e misura tutta la complessità psicologica del personaggio. La sua prova attoriale dà corpo a una figura femminile fragile e lucida al tempo stesso, attraversata da dolore, orgoglio, paura e consapevolezza. Una donna anonima, come la voleva Cocteau, ma profondamente vera, capace di parlare a ogni spettatore.

“Ai Monologhi” è una rassegna promossa da MetaTeatro e La Scaletta, con il patrocinio della Regione Basilicata e del Comune di Matera e la collaborazione del Comune di Pomarico.

 

    Condividi l'articolo su: