Per il capogruppo di Lb-Fdi “con una facilità sospetta, si spostano risorse per poi assumerne altre”
“Non è la prima volta che ci occupiamo dell’ente Parco Appennino lucano Val d’Agri lagonegrese e del piano di assunzioni, quantomeno ‘ballerino’, la cui ambiguità di gestione desta non poche perplessità”.<br /><br />E’ quanto afferma il capogruppo di Lb-Fdi Gianni Rosa che aggiunge “l’ultimo esempio, in ordine di tempo, è la curiosa concomitanza di due deliberati del Consiglio direttivo dell’ente Parco, datati entrambi 14 marzo 2017. Succede che, con la prima delibera, viene approvata la proposta del direttore che, in merito al fabbisogno di personale a tempo determinato per il raggiungimento degli obiettivi approvati per l’anno 2017, ritiene opportuno attivare incarichi professionali disciplinati dal d.l. lgs n. 50/2016, ovvero attraverso contratti d’opera, per le ulteriori figure necessarie alla funzionalità degli uffici dell’ente. Nel contempo, con la seconda delibera, viene disposta l’assegnazione in comando di un’unità di personale dell’ente Parco, un dipendente di ruolo categoria c, presso l’amministrazione comunale di Viggiano che ne aveva avanzato formale richiesta. I vincoli amministravi della delibera prevedono, per l’assegnazione della risorsa in forza al Comune di Viggiano, un arco temporale di tre anni, dal 1 aprile 2017 al 31 marzo 2020”.<br /><br />“Ora – continua – viene da sé un’immediata considerazione sulla gestione ‘creativa’ dell’organigramma da parte dell’ente Parco che se, da una parte, manifesta l’esigenza di attivare nuovi incarichi professionali per garantire una corretta funzionalità di tutti gli uffici, circostanza che presuppone una carenza di personale, dall’altra, dispone il comando di propri dipendenti presso altre pubbliche amministrazioni. In sostanza, con una facilità sospetta, si spostano risorse per poi assumerne altre”.<br /><br />“Teniamo a precisare – dice Rosa – che non siamo mai contrari per principio a nuove assunzioni e che questo ‘modus operandi’ dell’ente Parco magari non è illegale. Ma forse è inopportuno, considerato che si inserisce nella scia dell’uso e ‘abuso’, di concorsi, assunzioni e comandi, perpetrato in favore proprio o di altri enti pubblici e da noi denunciato in numerose occasioni”.<br /><br />“Una pratica distorta e ambigua – conclude – dettata, il più delle volte, da logiche personali e di ‘sistemazione’ di amici degli amici più che da una sana e virtuosa gestione della risorsa lavoro”.<br /><br />L.C.<br />