Palestra Lagopesole, interrogazione di Navazio

Il capogruppo di “Io Amo la Lucania” chiede al presidente De Filippo di conoscere quali provvedimenti intende adottare perché gli uffici regionali rivedano, alla luce del nuovo progetto, il proprio parere contrario alla realizzazione dell’opera

Il capogruppo di “Io Amo la Lucania” in Consiglio regionale, Alfonso Ernesto Navazio, attraverso un’interrogazione indirizzata al presidente della Giunta Vito De Filippo, ritorna sulla vicenda della palestra polifunzionale da realizzare presso l’Ipagr di Lagopesole di Avigliano, “rimasta ormai imbrigliata nella matassa della burocrazia politica oltre che nelle teorie di molti burocrati ambientalisti”.

Navazio ripercorre l’iter della procedura, che ha inizio nel gennaio 2008 con la richiesta da parte dell’amministrazione provinciale per la realizzazione di una palestra per l’edificio scolastico in località Lagopesole. Qualche mese dopo il Consiglio provinciale, attraverso una delibera, dispone il finanziamento dell’opera e presenta istanza per ottenere l’autorizzazione ai fini paesaggistici. Il parere contrario arriva nel novembre 2009 da parte della Commissione regionale per la Tutela del Paesaggio, “in considerazione del fatto che la proposta per dimensioni, tipologia costruttiva e uso dei materiali costituisce elemento attrattore in un contesto caratterizzato dalla presenza del castello federiciano e pertanto un’ eventuale realizzazione andrebbe ad alterare lo skyline del centro abitato. Eventuale nuova proposta dovrà essere  configurata come ampliamento, anche non direttamente collegato, dell’edificio esistente nell’ambito di una riqualificazione globale del plesso scolastico”. Un mese dopo, con determina dirigenziale, viene così respinta la richiesta dell’Amministrazione provinciale che ne invia una seconda di riesame sulla base di una variazione progettuale che tiene conto dei rilievi espressi dalla Commissione. La nuova proposta comprende la messa a dimora di alberature di mascheramento lungo tutti i lati del nuovo manufatto e del preesistente edificio scolastico.

“A distanza di 10 mesi, visto il perdurare della fase istruttoria – afferma ancora Navazio -, l’amministrazione predispone un foto inserimento dal quale si evince quanto poco impattante si riveli l’ipotesi della nuova costruzione e che quindi non costituisce un elemento attrattore in un contesto caratterizzato dalla presenza del castello federiciano né tanto meno andrebbe ad alterare lo skyline del centro abitato.  Soltanto nel luglio del 2011, viene evidenziata la possibilità di una revisione endo-procedimentale del parere della Regione, per cui l’amministrazione provinciale invia una nuova nota per evitare la conclusione del procedimento”.

Sulla base di questi presupposti, Navazio chiede al governatore “di conoscere quali provvedimenti intende adottare perché i propri uffici rivedano, alla luce della nuova progettualità, il proprio parere”. Chiede inoltre di sapere “quali azioni si intendono adottare perché la frazione di Lagopesole abbia una struttura per la pratica sportiva, di cui borgo è attualmente sprovvisto”.

Inoltre, Navazio esprime “la seria preoccupazione di perdere il finanziamento di circa 800 mila euro per la realizzazione della palestra al servizio dell’intera comunità di Lagopesole”, evidenziando “che la nuova proposta progettuale supera pienamente i rilievi evidenziati con quella iniziale e che l’espressione di un parere non può fondarsi su un errato presupposto e sulle decisioni discrezionali dei detentori della tutela della bellezza così come è stato messo in evidenza anche dal quotidiano ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’ che lo scorso 24 aprile ha portato alla ribalta una vicenda che evidentemente sta lasciando l’amaro in bocca alla comunità di Lagopesole oltre che alle associazioni sportive, mettendo in evidenza appunto le ragioni legate al parere negativo della Regione Basilicata basato su unico principio: la realizzazione della palestra ‘offuscherebbe lo storico Castello’”.

“Del resto è cosa nota – conclude Navazio – che, anche per opere come queste e che contrariamente a quanto si ipotizza non va a depauperare quel contesto, bisogna passare attraverso i ranghi troppo spesso contradditori della burocrazia. Ma magari questa volta ne riusciamo ad uscire”.

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