Per il presidente del gruppo consiliare del Popolo della libertà “alla Basilicata serve elevare il livello del confronto ponendo al centro non la prosecuzione di questo sistema ma il suo cambiamento”
“Non è solo la coincidenza di date a mettere in relazione i due eventi ma la profonda diversità di obiettivi che ne collega il ragionamento. L’assestamento di bilancio – dice Pagliuca – è un momento intermedio di verifica delle politiche messe in campo dalla Regione e della loro efficacia oltre che il documento attraverso il quale vengono ‘aggiustate’ le poste di bilancio tenendo conto del loro andamento. Quest’anno la discussione è stata preceduta da una relazione del presidente De Filippo, consegnata agli atti del Consiglio che presenta un’analisi impietosa dei risultati raggiunti in questo quindicennio di governo del centro sinistra. De Filippo riconosce che in Basilicata c’è troppo pubblico e questo dato è rappresentato come causa dell’ingessamento del bilancio regionale. Le risorse libere sono tutte impiegate in politiche assistenzialistiche incapaci di stimolare l’economia ed insufficienti per assicurare un livello di vita accettabile per chi ne è beneficiato. Il risultato di queste scelte è quello di una società sempre più povera, più divisa al suo interno che finisce per trovare difficoltà a riconoscersi nella stessa unità regionale. Il modello di sviluppo e l’impiego delle risorse va ripensato in modo profondo e su questi temi l’opposizione ha da tempo aperto ad un confronto serio e costruttivo”.
“La tratta Potenza-Foggia, finanziata dal Cipe per connettere la regione Basilicata alla rete ad ‘alta capacità’ Napoli-Bari-Lecce-Taranto, è il frutto di una sana collaborazione tra forze politiche che già da circa due anni e con al governo Berlusconi, hanno saputo immaginare un diverso impiego delle risorse comunitarie concentrandole su un’opera strategica per il futuro della stessa regione. Questa prima opera è solo un pezzo del più complesso sistema di opere infrastrutturali che la collaborazione tra forze politiche ha saputo indicare nel ‘Piano per il Sud’ messo a punto dal precedente Governo. A fare da contraltare a questo risultato ottenuto che, da cittadino dell’area Nord della Basilicata mi rende ancora più felice, vi sono le politiche messe in campo anche con questo assestamento di bilancio che è diventato il banco di legittimazione di una nuova maggioranza allargata al trasformismo. Nel perimetro di questa nuova ammucchiata vi è finito anche il movimento di Magdi Cristiano Hallam che dopo qualche chiacchierata con qualcuno fatta qualche giorno prima della presentazione delle liste per le ultime regionali, accusava il Pdl di essere una forza consociativa. E’ lo stesso Hallam che dopo aver depotenziato la possibilità di costruire una alternativa credibile al centro sinistra recuperando circa il 9 per cento dei consensi, è tornato alla sua vita lasciando che il suo movimento diventasse una ulteriore stampella di un centro sinistra forte nei numeri ma incapace di mettere in campo politiche finalizzate allo sviluppo della nostra terra. L’analisi impietosa che qualsiasi analista farebbe sulla Basilicata e le scelte operate sinora, è quella di constatare quanto spreco di risorse c’è stato in questi anni celato sotto false politiche di welfare che, invece, hanno alimentato il circuito dell’assistenzialismo e del clientelismo”.
“Nel mio intervento in Aula – sostiene Pagliuca – ancora una volta ho lanciato la sfida al centro sinistra a confrontarsi in modo serio, come è stato per il Piano per il Sud ed il Memorandum, con tutte le forze politiche, dimostrando quel senso di responsabilità che va oltre la ricerca del mero consenso elettorale. Uno sguardo lungo che è mancato sinora e che non si coniuga con la ricerca di qualche voto in più nell’aula del Consiglio da ripagare con qualche emendamento. Alla Basilicata serve elevare il livello del confronto ponendo al centro non la prosecuzione di questo sistema ma il suo cambiamento. Il Pdl non smetterà di lottare in questa direzione e gioisce quando risultati come la Potenza-Foggia vengono raggiunti. La politica lucana ha bisogno di produrre l’alternanza alla guida della Regione e non di allungare il treno attuale con altri vagoni che rallentano solo ulteriormente la corsa. Il nostro progetto alternativo di governo – conclude Pagliuca – punta su una Basilicata ed una economia libera dei lacci della burocrazia che attraverso il sistema delle ‘autorizzazioni’ imbriglia le forze produttive costringendole in percorsi tortuosi dai quali si esce solo attraverso l’aiuto politico. La solidarietà e lo Stato sociale per essere tali devono essere alimentati dalla ricchezza prodotta e non dall’utilizzo delle risorse libere da destinare allo sviluppo”.