Lo afferma il consigliere di Ial a margine della conferenza stampa organizzata dagli Ordini e Collegi professionali
“Facciamo nostro il disagio che stanno vivendo i vari ordini professionali di architetti, ingegneri, geometri, geologi e i tanti professionisti che contribuiscono al 15% del PIL regionale”. È quanto afferma il consigliere regionale Alfonso Ernesto Navazio a poche ore dalla conferenza stampa organizzata dagli Ordini e Collegi delle professioni tecniche della Regione Basilicata.
“A pesare sulla situazione regionale – fa notare il Presidente del movimento politico “Io Amo la Lucania” – è prima di tutto la disattenzione da parte delle istituzioni e che trova la giusta sintesi nello slogan ideato per l’incontro. Un telefonino con sopra l’immagine del Governatore lucano e la scritta ‘La Regione non risponde’. Giunge in ritardo, come al solito, l’apertura della Regione al confronto con il mondo professionale. Ormai ridotta come l’omino della pubblicità a ‘tappare’ le varie falle del sistema Basilicata”.
“Stiamo assistendo – sottolinea Navazio – all’avanzare di un esercito di pseudo dipendenti con partita Iva, finti liberi professionisti che in realtà sono impiegati, che lavorano dalle 8 alle 10 ore al giorno dinanzi ad un pc, che fatturano i soliti 800-1000 euro al mese, che non vedono riconosciuto appieno il loro lavoro intellettuale ma solo quello meccanico legato più alla compilazione di modelli e scartoffie chieste dalla PA, che non al loro contributo di idee sull’immenso patrimonio ambientale ed edilizio”.
“Il cerchio va chiudendosi – fa notare l’esponente IAL – arrivando a coloro che cercano di lavorare come liberi professionisti, magari inizialmente con pochi mezzi ma con la voglia di dare il meglio in quello che fanno. Peccato che poi, molto spesso, questi, schiacciati tra l’economia che non gira, incarichi sia pubblici che privati assegnati non per merito ma il più delle volte per la concorrenza sleale di colleghi, si trovano a vivere nella rassegnazione di una professionalità non ripagata. E in tutto questo nessun controllo, nessuna forma di tutela e garanzia dalle massime autorità pubbliche, su quelle che io definisco il vero volano della nostra terra”.
Rivolgendosi poi all’intero Governo regionale, il presidente di “Io Amo la Lucania” fa notare come “in termini puramente economici la realtà è che, un sistema che non investe sul suo capitale umano, con i giovani professionisti non certo incoraggiati ad investire su loro stessi, non è un sistema che può pretendere di crescere e confrontarsi con le sfide di un futuro sempre più complesso e competitivo. Un esempio negativo è la non applicazione di una legge regionale ( la n°23 del febbraio 2010) che potrebbe andare incontro al merito e che invece la si lascia senza soldi nel cassetto”.
“E allora, oggi più che mai, Signor Presidente – rivolgendosi così a De Filippo – lasci libero il suo telefonino anche per le chiamate meno urgenti. Noi, rappresentanti delle istanze della comunità lucana, noi che siamo, ciascuno secondo la propria natura, portatori di proposte diverse, abbiamo tutti però lo stesso dovere: non fare orecchie da mercante e almeno provare a risolvere alcuni problemi (non tutti per carità!)”.
“Le Professioni – conclude Alfonso Ernesto Navazio – dovranno riscoprire l’essenza sociale del loro essere gettando ponti; la Regione provi, invece, a non innalzare muri e steccati”.