L’ Ordine professionale degli psicologi pur apprezzando gli sforzi e la volontà nel formulare il nuovo Piano della Salute 2012 -2015 ritiene sottolineare e porre all’attenzione della Regione Basilicata alcune considerazioni”. È quanto si legge in una nota a firma di Antonio Telesca e Giovanni Razza, rispettivamente presidente e consigliere dell’ Ordine Regionale Psicologi della Basilicata. “Il sistema regionale di welfare lucano sta attraversando un momento di radicali trasformazioni e mutamenti. In particolare sotto il profilo organizzativo-gestionale l’assetto che si era delineato con la legge 25/97 ha subito un netto stravolgimento per effetto dell’entrata in vigore delle leggi regionali 4/07 – 12/09 che, proprio in questi mesi, stanno cominciando ad avere piena attuazione.
Considerato inoltre che sia l’analisi condotta sul territorio che il confronto con gli operatori hanno individuato tra le principali criticità relative al precedente periodo di programmazione proprio l’assenza di indicazioni regionali in materia di organizzazione e governo del territorio (cui ha fatto seguito la carenza di un percorso di accompagnamento agli enti locali per dare piena ed omogenea attuazione al Piano Socio-Assistenziale 2000-2002), è evidente che proprio sulla “partita” degli assetti organizzativi e gestionali e sulla capacità del territorio di attivare, promuovere e gestire i processi di integrazione si giocherà il successo del nuovo assetto programmatorio. La legge 4/07, pur confermando l’articolazione del territorio in ambiti sovracomunali, ne prevede la suddivisione in aree corrispondenti ai Distretti di Comunità con l’attivazione e la costituzione dell’ Ufficio del Piano Sociale e Sanitario. Obiettivo sarà quello di riorganizzare i servizi sociali e socio-sanitari in base ai principi di equità, dell'universalità, della selettività, della responsabilità e della sostenibilità, che si integrano con quelli del rispetto, delle pari opportunità, della non discriminazione, dell'appropriatezza e dell'efficacia. Noi psicologi abbiamo inteso in questi ultimi anni prevenire e combattere il disagio e l’esclusione, nonché modernizzare la protezione sociale, ciò è stato fondamentale ai fini dello sviluppo sostenibile. E’ stato necessario intraprendere misure di inclusione attiva, che hanno visto non sempre un sostegno finanziario adeguato a servizi abilitanti associati alla creazione di opportunità professionali di qualità al fine di eliminare gli ostacoli alla partecipazione al mercato del lavoro ed alla società. Abbiamo riconosciuto prioritaria la ricostruzione di un modello complessivo di welfare passando attraverso un cambiamento culturale radicale che ha proposto la partecipazione come strumento per il miglioramento della salute e della qualità della vita dei cittadini. Un primo passo verso una maggiore integrazione delle politiche sociali è stato rappresentato dal Piano Sociale di Zona strumento per la programmazione degli interventi in campo sociale e sanitario. A seguito del lavoro congiunto e sinergico tra istituzioni e soggetti del Terzo Settore è stato possibile avviare iniziative integrate in tutto l’ambito Regionale per rispondere nel miglior modo possibile alle esigenze della comunità.
Ci auguriamo che non venga vanificata l’esperienza dei Piani Sociali di Zona, anzi siamo convinti che da questa esperienza bisogna ripartire per potenziare e ottimizzare la promozione del ben-essere, con azioni territoriali che siano capaci di coinvolgere e mobilitare risorse diverse ( pubbliche, del terzo settore, della solidarietà spontanea e non organizzata, private ecc) ricercando l’integrazione delle politiche sociali con le politiche sanitarie e, allo stesso tempo, con le politiche ambientali, urbanistiche, abitative, formative occupazionali e culturali. Punto di forza dovrà essere, oltre alla qualificazione dei servizi sociali, quello di generare interventi che abbiano capacità di saper ascoltare le persone, le famiglie unitamente all’espressione dei loro bisogni”.
bas 06