A sollecitarlo rappresentanti degli Enti locali durante il terzo appuntamento de “I giorni dello Statuto”
Terzo appuntamento per ‘I giorni dello Statuto’, l’iniziativa voluta dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e dalla prima Commissione consiliare permanente dell’Assemblea (Affari istituzionali) per favorire il più ampio coinvolgimento sociale e civile intorno ai principi e alle regole della carta fondamentale della Regione.
Questa mattina rappresentanti degli Enti locali si sono ritrovati a confrontarsi su tematiche di rilevante interesse, Forma di Governo, Istituti di partecipazione, Legge elettorale, Governance, Federalismo.
A far da bussola il documento programmatico per lo Statuto, il compendio delle finalità, degli istituti e delle linee di indirizzo preparato dalla I Commissione consiliare. “Un documento – ha affermato in apertura di lavori il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Vincenzo Folino, frutto di un meticoloso e serio lavoro che raccoglie spunti interessanti, che fa leva su valori fondanti quali la solidarietà, la democrazia, e la sostenibilità, ma che rimane aperto ad ulteriori riflessioni e ad un confronto davvero ampio. Un documento che in materia di Autonomie locali si incrocia con gli emendamenti sulla riforma delle Province che il Governo Monti ha presentato e con la rigorosa azione di contenimento della spesa richiesta a tutte le amministrazioni pubbliche”.
Il presidente della I Commissione, Vincenzo Santochirico, dopo aver compiuto una attenta disamina sul lavoro svolto, ha posto l’attenzione su due aspetti, la Forma di Governo, ricordando la formula contemplata dal documento programmatico: e cioè la contestuale elezione diretta del Consiglio regionale e del Presidente della Regione, con l’applicazione del principio ‘aut simul stabunt aut simul cadent’ e su una forma di esaltazione del sistema delle Autonomie locali e funzionali: la prevista istituzione del CAL (Consiglio delle Autonomie locali), un organo a cui assicurare un ruolo effettivo di rappresentanza degli enti locali e di partecipazione alle scelte legislative e ai processi decisionali delle politiche regionali”.
Gaetano Fierro, componente del direttivo degli ex Consiglieri regionali, nel suo intervento ha posto l’attenzione su ciò che dovrebbe rappresentare lo Statuto regionale e cioè “la coerente rappresentazione del modello storico di una regione complessa, amministrativamente e geograficamente definita, che permette di specificare l’identità di un popolo formatosi con atti concreti nell’arco di un tempo prolungato, come nel caso del popolo lucano”. Da qui la proposta di portare alla discussione generale il cambiamento della denominazione Basilicata con Lucania.
“Uno statuto che definisce livelli di Governo e di rappresentanza democratica ed istituzionale – ha affermato il presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza – deve avere una lettura attenta del territorio, un equilibrio tra Forme di Governo e luoghi della rappresentanza e reali poteri delle Autonomie locali. Lo Statuto deve disegnare la Basilicata del futuro. In tale ottica una cornice di regole deve essere ispirata da chiari principi, ed immagino che quello della salvaguardia dell'ambiente e della sostenibilità, come chiave di lettura per lo sviluppo e come modello etico da trasmettere alle generazioni che verranno, sia tra i principali. La discussione sullo Statuto non può prescindere dall’esito della riforma delle Province, dalla previsione delle Unioni dei Comuni e dalle cosiddette Aree programma. Temi questi, sui quali occorre far chiarezza prima di procedere alla riscrittura delle regole”.
Il sindaco del Comune di Potenza e Presidente dell’Anci, nel salutare positivamente questa nuova stagione statutaria e nel riconoscere grande importanza alla Magna Charta, si è soffermato sul decentramento istituzionale, che va meglio definito e sul ruolo delle Autonomie locali che va necessariamente chiarito. “Su questi aspetti – ha sottolineato Santarsiero – lo Statuto deve e può dire molto. Non va dimenticato che i Comuni pur rappresentano il cuore di una regione, il luogo dove si costruisce il futuro dei cittadini, non hanno una Carta delle Autonomie”.
Gerardo Ferretti, vicesindaco del Comune di Pignola e presidente dell’Area Programma Basento, Bradano, Camastra, ha chiesto che con il nuovo Statuto si osi un po’ di più, rispetto ad esempio alla Conferenza delle Autonomie Locali, stabilendo criteri per far sì che questa realtà sia davvero operativa e incisiva. Altri suggerimenti lanciati: quello di non rinchiudere la nuova Carta in una logica di rigidità, al fine di rendere più agevoli eventuali processi di revisione e di far tesoro dei modelli già sperimentati, senza pensare però di emularli.
Per Nicola Valluzzi, assessore alla Viabilità della Provincia di Potenza : “la forma di Governo deve essere presidenziale con l’applicazione del principio aut simul stabunt aut simul cadent, sistema ritagliato sul modello delle moderne democrazie e la legge elettorale deve essere modificata: il sistema della preferenza unica non ha prodotto effetti adeguati rispetto alla funzione dei partiti, occorre andare verso il collegio uninominale per garantire a tutto il territorio identica rappresentanza nelle istituzioni. E’ necessario ripristinare la funzione dei partiti, rinnovando le relazioni tra cittadini e società per una vera rinnovata democrazia”.
“L’elemento interessante su cui riflettere – per Vito Summa, Sindaco di Avigliano – riguarda gli istituti di partecipazione diretta: in primis il referendum abrogativo, che andrebbe arricchito con altri istituti quali il Bilancio partecipato e il Bilancio sociale. L’aspetto più importante è la centralità dei territori che deve comparire all’interno della Carta Statutaria e che nel documento programmatico appare un po’ sfumata, perché il futuro di questa regione dipende anche dalla crescita politica e dalla capacità dei governi locali di affrontare nuove sfide. Su questo tema lo Statuto deve osare di più e costruire un sistema di governance networks più solido ed efficace”.
A trarre le conclusioni il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Nicola Pagliua, il quale ha ringraziato i presenti per il contributo fornito che va nella direzione di meglio intercettare i bisogni della collettività, e si è poi soffermato sulla necessità di rafforzare il ruolo degli Enti locali attraverso la valorizzazione delle Aree Programma, “solo così – ha affermato – potremo guardare il futuro con più tranquillità, di dare concretezza ad un termine di bella forma e poca sostanza la sussidiarietà, e sulla nuova visione da affidare alla Regione che dovrebbe basarsi sull’esercizio del potere legislativo e quello di programmazione”. Prima dei saluti, un invito quello di estendere agli altri colleghi sindaci non presenti le riflessioni emerse dal dibattito, al fine di poter contare su altri preziosi contributi.