Navazio (Ial): “Basta, non indignatevi più”

“È terminata una stagione. Dobbiamo aprire una nuova fase. Superare una politica mediocre, perché figlia di un pensiero mediocre. Nessuno può tirarsi fuori o percorrere scorciatoie. Non è tempo di demoni. Ma tempo di ricostruzione”

&ldquo;Le vicende di questi ultimi giorni hanno impressionato non poco. Grande risalto alle notizie, con il suo carico voyeuristico. Si continuer&agrave; ancora per giorni. Crescer&agrave; l&rsquo;indignazione, portandosi dietro odio. Comodamente seduti, con lo sguardo pruriginoso.&nbsp;La mente altrove. Sentendosi estranei e non colpevoli per quello che &egrave; accaduto davanti ai nostri occhi. Perch&eacute; il sistema non si &egrave; formato oggi; si &egrave; alimentato, anche, della latitanza della partecipazione di stare dentro le cose. E sulle cose. Di non avere buone regole&rdquo;. E&rsquo; quanto dichiara &nbsp;Alfonso Ernesto Navazio (Ial) riferendosi all&#39;inchiesta della Procura della Repubblica sui rimborsi ai consiglieri.<br /><br />&ldquo;La crisi che stiamo attraversando &ndash; prosegue il consigliere – &egrave; il frutto della supponenza di una classe politica. Quella classe politica che ha nutrito la frammentazione della propria rappresentanza perch&eacute; ognuno potesse sedersi al tavolo, la polarizzazione delle posizioni perch&eacute; ognuno potesse scegliersi il nemico. Una classe politica che non ha sentito la domanda di moralizzazione della vita pubblica, che non ha letto la voglia di cambiamento, che non ha dato risposte credibili. Vanno all&rsquo;aria tutte le discussioni semiserie tenutesi nelle direzioni, sui giornali&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Ed ora? &ndash; si domanda Navazio -. Il re &egrave; nudo, nessuno appare pi&ugrave; alto. E si cercheranno nuovi interlocutori, nuovi pensatori. Tutti pronti a riposizionarsi, anche se lo con lo sguardo basso.<br />E l&rsquo;indignazione crescer&agrave;. Generer&agrave; altra indignazione. E si ricomincer&agrave;. Ma &egrave; la soluzione? La storia degli ultimi venti anni non ci ha portato molto lontano. Abbiamo rimpiazzato la dote di capire la gente con quella di essere la gente, a volte confondendoci. Si &egrave; persa la delega. Ma non possiamo tirarci fuori. Al contrario di Hessel crediamo che &lsquo;se per partecipazione si intende stare dentro le cose e lavorare per cambiarle, allora il vero slogan che servirebbe adesso &egrave;: Basta, non indignatevi pi&ugrave;&rsquo;&rdquo;.<br /><br />&ldquo;&Egrave; terminata una stagione. Dobbiamo aprire una nuova fase. Superare una politica mediocre, perch&eacute; figlia di un pensiero mediocre. Nessuno pu&ograve; tirarsi fuori o percorrere scorciatoie. Non &egrave; tempo di demoni. Ma tempo di ricostruzione &ndash; conclude Navazio. Vediamo chi ci sta.&rdquo;<br /><br />&nbsp;&nbsp;

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