Il nuovo ruolo dell’Assemblea legislativa dopo la riforma dello Statuto nel discorso di insediamento del neopresidente del Consiglio regionale
“La Basilicata è una regione piena di potenzialità, ricca di intelligenze e di talenti che chiedono solo di essere messi nella condizione di esprimersi. Ecco perché risulta importante che la Regione, per non pagare lo scotto di una lenta progettualità che inficia le prospettive future, trovi necessariamente un nuovo impulso, in linea con le aspettative dei tanti giovani e nella risoluzione dei problemi”. Lo ha detto il neopresidente del Consiglio regionale Francesco Mollica, nel breve discorso tenuto in Aula dopo l’elezione del nuovo Ufficio di Presidenza dell’Assemblea.<br /><br />“Il Consiglio regionale – ha aggiunto Mollica – può e deve recuperare la funzione di programmazione e di riforma dei diversi settori. Dopo un lungo iter, che porteremo a termine a breve, si è finalmente riformato lo Statuto con un nuovo rapporto paritario tra esecutivo e Consiglio al quale viene, adesso, riconosciuto un ruolo propulsivo. Dunque, una maggiore autonomia con tutti i rischi e le potenzialità che questo comporta. Nell'intento di dare più slancio per una più proficua attività legislativa e politica, si dovrà puntare su una attenta programmazione, una calendarizzazione più puntuale, una maggiore velocità, pur tenendo un confronto consultivo sugli atti e sulle leggi, uniformandoci ai tempi cosiddetti europei. Poi, strettamente concatenato allo Statuto ci sarà un intenso lavoro per adeguare i regolamenti nonché il varo della nuova legge elettorale regionale, un altro importante tassello che auspico affronteremo a breve termine, in coerenza con la filosofia del nuovo Statuto e capace di garantire la rappresentanza dei territori e la parità di genere”.<br /><br />“Le riforme istituzionali, però – ha concluso Mollica -, non possono ritenersi esaustive del compito assegnato all’assise, dovendo necessariamente occuparsi di altre, non meno importanti, emergenze che interessano la Basilicata ed a cui la regione deve dare risposte adeguate. Alla politica, e quindi alle istituzioni che la rappresentano, spetta l’onere di avviare azioni, di proporre atti, prospettare un orizzonte nuovo, nel quale trovi posto la speranza”.