Gli esponenti del Movimento per le Autonomie nell’evidenziare la farraginosa procedura per accedere al beneficio esprimono perplessità sulla modalità operativa adottata e auspicano nuove assunzioni alle Poste italiane
“Le persone e le merci si muovono sempre di più, il prezzo dei carburanti alle pompe sale, di conseguenza cresce il livello di spesa delle famiglie per il trasporto, Ciò è dovuto al fatto che vi è una spiccata propensione all’uso del mezzo privato ma anche alla carenza o cattiva gestione dei trasporti pubblici. In generale, da dati statistici, la spesa media familiare all’anno per il trasporto espressa in euro è di circa 2467,00 di cui oltre la metà è dovuta al consumo di carburante”. Queste le considerazioni del segretario regionale del Movimento per le Autonomie e del consigliere regionale Francesco Mollica che aggiungono: “Supponendo che un cittadino medio, proprietario di automobile, percorre 10000 km all’anno, con un consumo medio di 15 km/l occorrerebbero circa 666 litri di benzina all’anno. Tenuto conto che, a dispetto del fatto la Basilicata produce petrolio, basta spostarci sui confini amministrativi della nostra Regione per vedere come la benzina costi cinque, sei centesimi in meno di quanto costa in terra lucana. Nonostante le maggiori accise applicate in altre regioni, ne consegue che in pratica ogni anno il cittadino lucano ha una maggiorazione di spesa di circa 40,00 euro. Se però il cittadino fosse accorto e utilizzasse per il rifornimento carburanti i servizi di self service risparmierebbe 4 -5 centesimi di euro al litro, per un totale annuo di risparmio pari a euro 35,00. Dunque, basterebbe un controllo maggiore sulle tariffe applicate dalle grandi compagnie petrolifere che in Basilicata adottano questi prezzi maggiorati per fare in modo che i lucani ottengano un beneficio complessivo di euro 75,00 che è quasi pari a quello che otterranno con il bonus benzina”.
“In questi giorni – proseguono i rappresentanti del Movimento per le Autonomie – grande è l’attenzione dei mass media, delle associazioni di consumatori, dei cittadini lucani per cercare di capire come ottenere la tanta attesa ‘elemosina’ sull’abbassamento del costo della benzina. Tutti si lamentano della farraginosa procedura per accedere al beneficio: bisogna fare lunghe code alle Poste per prenotare la card, successivamente sarà dato un Pin e per attivarlo si affronterà un’altra faticosa coda alle Poste per poi ottenere finalmente il beneficio di circa 90,00 euro, non liberamente spendibili se non per acquisto carburanti”. “Ma – si domandano gli esponenti Mpa – il tempo perduto per restare in coda, la necessità di rispettare le scadenze onde evitare la perdita del ‘beneficio’, le difficoltà di chi anziano, ammalato, non informato non si recherà alle Poste, quanto ci costerà? Il numero dei patentati in Basilicata è di 340.432 unità e l’importo complessivo da ripartire è di Euro 32.929.972,00. Degli aventi diritto il 20 per cento circa, per vari motivi, non adempirà correttamente alle direttive stabilite per cui i beneficiari effettivi, si presume, si ridurranno a circa 272.000 unità. A quel punto il bonus benzina procapite sarà sulla carta di euro 121,00 circa che in realtà resterà a circa 90,00 euro. La differenza rappresenta i costi dei servizi funzione legati a questa scelta operativa di distribuzione (spese intermediazione Poste, spese materiali realizzo Card, etc.), quindi, euro 31,00, cioè il 30 per cento delle somme rivenienti dall’applicazione di un’aliquota di prodotto del 3 per cento sulla produzione di idrocarburi sulla nostra terra andrà a incrementare le casse di chi gestirà il servizio e le card”. “Allora – si chiedono – ma questa cosa serve o non serve? Non si sarebbe potuto scegliere una modalità operativa più semplice e/o un diverso utilizzo delle somme? Invece di rendere la procedura di riscossione così onerosa con quel 31 per cento di spese pari a euro 9.878.991,60 con le quali pur volendo continuare a favorire le Poste si sarebbero potuti assumere almeno 200-300 operatori che, utilizzando i dati dei patentati già presenti negli archivi statali della motorizzazione, avrebbero direttamente inviato ai cittadini il beneficio spettante, creando così meno difficoltà e più occupazione. Invece, in questo modo, gran parte della cifra torna non si sa a chi e nelle già gonfie tasche delle compagnie petrolifere che si assicurano una ulteriore domanda di carburanti pari a euro 90,00 per ciascun cittadino patentato”. “Si presume – concludono – che tutti i cittadini lucani che non sono patentati si chiederanno perché debbano subire il disagio ambientale e non ricevere nulla in cambio. Speriamo solo che i dirigenti di Poste italiane si passino la mano sulla coscienza e possano assumere, per il servizio reso (a loro), qualche giovane anche al fine di eliminare i disagi che i cittadini lucani sopportano recandosi ai loro sportelli per questo e per altre prestazioni”.