“Il 2010 per Acquedotto Lucano è stato l’anno della svolta energetica: dopo avere avviato la realizzazione di due impianti di produzione da fonti rinnovabili (presso i potabilizzatori di Masseria Romaniello a Potenza e di Montalbano Jonico), il 28 dicembre scorso è stata sottoscritta l’intesa con la Società energetica lucana per un Piano di riduzione dei consumi elettrici, che rappresentano una voce significativa del bilancio”. Lo ha dichiarato Egidio Mitidieri, presidente di Acquedotto Lucano SpA, nel corso dell’assemblea degli azionisti che si è svolta questa mattina a Potenza.
“La società – ha spiegato Mitidieri – ogni anno sopporta un costo di circa 12 milioni di euro per le forniture energetiche, dovuto in parte alla necessità di assicurare l’approvvigionamento idrico anche alle più piccole comunità insediate nei territori più difficilmente raggiungibili. Con La Sel abbiamo posto le basi per una stretta collaborazione che prevede, tra le altre cose, l’individuazione di infrastrutture e siti di Acquedotto Lucano presso cui effettuare investimenti nel settore delle energie rinnovabili”.
Il presidente Mitidieri ha evidenziato gli investimenti effettuati nel corso dell’anno, il progressivo aumento del consumo di acqua potabile, l’elevato grado di soddisfazione da parte degli utenti del servizio idrico, i conti in ordine.
Il presidente Mitidieri ha annunciato, inoltre, che per il terzo anno consecutivo Acquedotto Lucano si presenterà con i conti in ordine: “Il leggero attivo con cui, nel mese di giugno, approveremo il bilancio del 2010 assume particolare rilievo in quanto sintomatico del progressivo consolidarsi di un trend: quello dell’equilibrio economico finanziario a tariffe sostanzialmente invariate. Al conseguimento di questo obiettivo hanno proficuamente concorso la Regione, che non ha mai fatto venir meno il suo prezioso sostegno, l’Aato, alla quale rivolgo un sentito ringraziamento, ed il personale tutto di Acquedotto Lucano”.
Infine, un auspicio per il 2011: “Che sia l’anno nel quale anche lo Stato, come per altro già ha fatto la Comunità Europea, riconosca che la gestione in house, se vissuta con un supplemento d’anima, può rispondere alle attese di una comunità che intende continuare ad essere protagonista del proprio futuro”.
m.c.