Mazzocco (Api) a Lambro: E' nata la generazione “T”

“E’ una nuova generazione di giovani che si affaccia in politica e nella società civile che alla Festa nazionale del’ApI, in svolgimento a Labro, abbiamo voluto chiamare generazione “t”, con la lettera minuscola per indicare terra e lavoro agricolo ai quali i giovani si stanno dedicando attraverso nuovi strumenti e nuove professionalità che cancellano la vecchia immagine del contadino povero delle generazioni passate, ma anche con la “T” maiuscola per indicare la Terra-Pianeta verso cui i giovani stanno dimostrando una grande sensibilità sui temi della sostenibilità e dell’ambiente, quali valori aggiunti per realizzare una ridistribuzione della ricchezza e del benessere sociale, in contrapposizione alle manovre della finanza internazionale speculativa”.
E’ quanto ha sostenuto la dirigente nazionale di ApI Vilma Mazzocco, coordinando a Labro il dibattito sul tema “Crescita Economica e Occupazione: Cambiamo il Futuro dei Giovani”, con la partecipazione tra gli altri del presidente nazionale Coldiretti Marini, dell’Agci Altieri, di assessori regionali ed imprenditori, tra cui Guido Improta ed Attilio Tranquilli.
Abbiamo voluto – ha detto Mazzocco – indicare percorsi innovativi per favorire l’occupazione giovanile nei settori dell’ambiente, dei beni culturali, dell’agricoltura sino allo strumento della cooperazione. Ed è soprattutto nell’ambiente e nell’agricoltura che si registrano i più significativi cambiamenti della cultura del lavoro tra i giovani, insieme alla green economy che fa leva sulle tecnologie pulite, sull'efficienza e sul risparmio energetico e sulle energie rinnovabili. L’incontro come tutti gli altri che si svolgono alla Festa di Labro – ha aggiunto – ha confermato le forti criticità rispetto alla manovra bis di Governo che contiene, come abbiamo già denunciato, atti punitivi nei confronti del mondo delle cooperative con il "taglio" delle agevolazioni fiscali e l’aumento della tassazione del 10% sugli utili accantonati a riserva e che tarpa le ali del futuro delle nuove generazioni. Non si intravedono misure ed azioni per incentivare l’occupazione giovanile ed in particolare intellettuale. Il dato più drammatico della crisi internazionale è che in ogni Paese sono soprattutto i giovani a pagare il conto più salato. Dalle anticipazioni del Rapporto Svimez 2011 ai numerosi studi ed indagini che sono stati diffusi in questa stagione estiva – ha sottolineato la dirigente nazionale di ApI – c’è la conferma della crescita della disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno dove due ragazzi su tre sono a spasso, privi di qualunque occupazione, e oltre il 30 per cento dei diplomati e laureati under 34, 167mila persone, non lavora e non studia. Nel Mezzogiorno il tasso di occupazione giovanile è giunto nel 2010 al 31,7 per cento, e per le donne tocca il 23,3 per cento: un divario di 25 punti con il Nord, dove quel livello si attesta al 56,5 per cento. In sette anni, gli inattivi – né occupati né disoccupati – sono cresciuti nel Meridione di oltre 750mila unità. Per questo la discontinuità invocata a gran voce nel documento delle forze sociali ed imprenditoriali, per la prima volta in un unico fronte al tavolo del Governo, deve cominciare dall’affrontare, con metodi fortemente innovativi rispetto al passato, questo paradosso che in verità non appartiene solo al Sud del Paese. E in questa fase di iniziativa politica e civile per cambiare la manovra finanziaria di Ferragosto – ha detto Mazzocco – è più che matura la proposta di un patto per la crescita che coinvolga tutte le parti sociali, una grande assunzione di responsabilità da parte di tutti ed una discontinuità capace di realizzare un progetto di crescita del Paese in grado di assicurare la sostenibilità del debito e la creazione di nuova occupazione soprattutto giovanile e femminile”.

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