L’esponente dell’Idv invita le Istituzioni a tutti i livelli e la Società civile a ripensare a questa problematica effettuando una scelta equilibrata e razionale
“E’ aperto il dibattito nella comunità potentina e regionale sul ‘patto di solidarietà’ proposto dal Ministro Maroni che coinvolge le regioni nell’accogliere i profughi del nord africa. Fermo restando che il principio di solidarietà deve necessariamente dettare le scelte delle Istituzioni e che non è assolutamente possibile, nonché umano, respingere coloro che scappano da un’esistenza priva di alcuna prospettiva positiva, ritengo che abbia fatto bene la Regione ad offrire la propria disponibilità all’accoglienza. I valori che guidano la nostra comunità regionale ci devono aiutare a trovare le migliori forme di collaborazioni possibili per la risoluzione dei problemi”. Lo sostiene il presidente del gruppo consiliare Italia dei Valori, Enrico Mazzeo Cicchetti.
“Ciò che inizialmente suscitava perplessità – sottolinea – era la scelta del sito, anche se successivamente il Ministero della Difesa, proprietaria della Caserma Lucania, ha precisato la non disponibilità della stessa, già destinata, peraltro, ad altre funzioni. Penso, comunque, che per favorire una effettiva integrazione delle popolazioni immigrate con quelle lucane sarebbe auspicabile che solo un numero limitato di persone sia inserito nelle comunità e non la sistemazione in un’unica struttura. ‘Spalmare’ i nuovi venuti sui cento comuni della provincia avrebbe il vantaggio di consentire un facile ‘assorbimento’ degli stessi nelle comunità locali: sarebbe più facile trovare una sistemazione per nuclei di poche persone e sarebbe altrettanto semplice assicurare loro, oltre il vitto ed alloggio, un lavoro di pubblica utilità che possa nel contempo tenere impegnate “braccia e testa” ed offrire loro dignità e prospettive di inserimento nella comunità locale di accoglienza”.
“Ricordando – continua Mazzeo – che nulla è più definitivo del provvisorio, come insegnano diversi episodi e situazioni e considerato che una recentissima sentenza della Corte di Cassazione stabilisce che ‘i profughi extracomunitari che fuggono da Paesi interessati da guerra interna o contro altro Stato hanno diritto ad ottenere il permesso di soggiorno triennale in Italia, qualora non gli sia riconosciuto lo status di ‘rifugiati’’ bisogna far sì che la strategia d’intervento sia rivolta ad un periodo medio-lungo e non certamente ad uno di breve durata. Credo che sia molto più difficoltoso, soprattutto in una realtà, come Potenza, trovare una sistemazione lavorativa per circa 400 persone, che invece trovarla per un numero contenuto di unità nei nostri paesi.
Trascurare i problemi di sicurezza e di vigilanza, che andrebbero, invece, valutati negli aspetti più dettagliati, sarebbe un errore imperdonabile e non rimediabile, poiché spesso il comportamento discutibile di pochi compromette la pacifica convivenza”.
“Per ogni singolo Comune – sottolinea Mazzeo – potrebbe essere anche facile assicurare ai “nuovi venuti”oltre ai bisogni di prima necessità un’attività lavorativa utile alla collettività , assicurando agli stessi anche un gradito guadagno economico. Solo in questo modo potrebbero rilevarsi anche una ‘ricchezza’ per la regione e le popolazioni dei paesi della nostra regione che, in molti casi, sono abitati soprattutto da anziani e forze non produttive. Tener presente che i profughi che arrivano sono, perlopiù, giovani o giovanissimi che hanno necessità di soddisfare i bisogni primari, è fondamentale nell’analisi che si andrà ad effettuare”.
“Ripensare a questa problematica – conclude il consigliere – effettuando una scelta equilibrata e razionale, è un impegno che la Regione, le Istituzioni a tutti i livelli e la Società civile stessa devono assumere per garantire la serena integrazione tra diverse culture ed a fronte delle criticità evidenziate nella prima valutazione”.