Per l’esponente del Pdl “non ci possono essere alibi o giustificazioni”
“Nel cosiddetto primo anniversario del concorso per 78 posti nella pianta organica della Regione, concorso che risale al 2009 e non ancora portato a termine, dopo che un anno fa si è svolta la prima prova, ci sono ottime ragioni per chiedere al presidente De Filippo di procedere, senza ulteriori ripensamenti, nell’espletamento delle procedure innanzitutto per una questione di immagine della Regione nei confronti dei giovani che a quel concorso hanno affidato le proprie speranze di futuro e di restare in Basilicata”. A sostenerlo è il consigliere regionale del Pdl, Franco Mattia.
“Vorrei ricordare – aggiunge – le parole adoperate da De Filippo in occasione della presentazione del concorso sino a definirlo ‘nuova rivoluzione dello spirito pubblico’. ‘ (…)Ci sono – cito testualmente la dichiarazione del Presidente – buone ragioni per salutare positivamente la stagione concorsuale che si apre alla Regione. Innanzitutto l’angolo di opportunità democratica e i diritti di accesso su cui i giovani possono davvero misurare l’ambizione del loro futuro ed una nuova responsabilità verso il lavoro. E poi il campo aperto del cambiamento con cui di certo contribuiranno a disegnare il nuovo profilo organizzativo dell’Amministrazione regionale, spendendo parole chiare ed importanti sul valore del miglioramento istituzionale, sull’uso veloce del tempo e sulla capacità di accountability verso cittadini ed imprese (…)”.
“E se non bastasse – continua Mattia – il Presidente ha evidenziato, nel 2009, che ‘ (…)dopo molti anni di attesa, ai nostri giovani finalmente sarà data una nuova possibilità per transitare nel complicato e difficile mondo del lavoro(…)”. Secondo Mattia “il messaggio che si dà ai giovani laureati e diplomati lucani è di inaffidabilità perché non ha alcun alibi e tanto meno giustificazione la tesi che in tempi di spending review non si possa dar corso a procedure concorsuali che hanno già tre anni di vita, a causa del travagliato iter che le ha accompagnate anche perché non si è tenuto in debita considerazione il fatto che potessero partecipare, come è accaduto, circa 10mila concorrenti. Non si dimentichi che c’è un normale processo di turn -over che è riferito al pensionamento o pre-pensionamento di alcune centinaia di dipendenti regionali negli ultimi cinque anni e pertanto che non si riesce ancora a coprire la pianta organica del 2008. Le 78 nuove assunzioni – conclude Mattia – di fatto, ad oggi, non coprirebbero nemmeno i vuoti degli organici prestabiliti al netto, però, di consulenti e convenzioni esterni in attività negli uffici regionali a vario titolo”.