Manfredi “re sapiente”: evento a Venosa l’11 febbraio

L'appuntamento è alle 17 presso l’Istituto dei Padri Trinitari di Venosa. Un luogo non scelto a caso poiché una tradizione consolidata vuole che proprio qui sia probabilmente nato il figlio dell'imperatore Federico II di Svevia tra il 1230 e il 1232.

Dopo lo svelamento di una targa commemorativa presso la Chiesa della SS.ma Trinità di Venosa, donata in occasione del 940° anniversario della morte di Roberto il Guiscardo, il Comitato del Vulture della Società Dante Alighieri dà continuità al proprio percorso culturale con il secondo appuntamento del progetto “Nostro Medioevo Venosino – Una finestra sul sapere”.

L’evento, in programma mercoledì 11 febbraio 2026 alle ore 17.00, si svolgerà presso l’Istituto dei Padri Trinitari di Venosa, edificio di altissimo valore storico: anticamente castello, poi dimora di Federico II, quindi Chiesa e Convento di Sant’Agostino (XIV secolo). Un luogo non scelto a caso poiché una tradizione consolidata vuole che proprio qui sia probabilmente nato Manfredi, figlio dell’imperatore stupor mundi, tra il 1230 e il 1232.

Dopo i saluti istituzionali della presidente della Società Dante Alighieri – Comitato del Vulture, Carmen Vella, interverranno Vito Campanale, direttore dei Centri di Riabilitazione dei Padri Trinitari di Venosa e Bernalda, e Tommaso Serafini, direttore dei Musei e Parchi archeologici di Melfi e Venosa.

Cuore dell’incontro sarà la relazione del prof. Fulvio Delle Donne, ordinario di Letteratura latina medievale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, dedicata alla figura di Manfredi, “un re sapiente”. Seguirà l’intervento dell’architetto Martino Bonifacio incentrato sui ritrovamenti emersi durante l’attività di restauro e consolidamento dell’Istituto dei Padri Trinitari.

Nel corso dell’incontro avrà luogo lo svelamento di un’ulteriore targa commemorativa donata dal Comitato del Vulture a suggello del profondo legame tra Manfredi di Svevia e la città di Venosa.

Una città dalle stratificazioni millenarie, autentico crocevia di civiltà, che conserva nel proprio tessuto urbano e nella memoria storica un Medioevo di straordinaria densità politica, culturale e simbolica.

Tra il XIII e il XIV secolo, il territorio venosino fu profondamente segnato dall’eredità sveva e, in particolare, dalla figura di Manfredi di Svevia, figlio di quel sovrano colto e controverso che fu Federico II, protagonista indiscusso di una stagione storica in cui si intrecciarono potere, sapere e le complesse tensioni tra Impero e Papato.

Manfredi di Svevia, legato alla città di Venosa non soltanto da vicende politiche e dinastiche ma anche da una profonda dimensione simbolica, è divenuto nei secoli emblema di un Medioevo complesso e tragico, attraversato da conflitti, tensioni e aspirazioni universali. La sua figura, segnata dalla sconfitta e dalla morte, continua tuttavia a parlare al presente, suscitando una riflessione che travalica i confini del suo tempo storico. Non a caso Dante Alighieri gli dedica alcuni dei versi più intensi del Purgatorio (Canto III), sottraendolo alla condanna della cronaca e affidandolo alla memoria letteraria europea come figura di redenzione, di umana fragilità e insieme di nobile grandezza morale.

«Nel ritratto dantesco, Manfredi non è più soltanto il sovrano sconfitto, ma l’uomo che, attraverso il pentimento e la misericordia divina, ritrova una dimensione di speranza» – sottolinea Carmen Vella, Presidente della Società Dante Alighieri – Comitato del Vulture. «Grazie a Dante – aggiunge – la vicenda di Manfredi trascende il dato storico per farsi coscienza culturale, morale e poetica, diventando un paradigma capace di interrogare tanto l’uomo medievale quanto quello contemporaneo sul senso del potere, della colpa, della giustizia e della salvezza. E la città di Venosa, con la sua storia millenaria e le stratificazioni di civiltà che ne segnano il tessuto urbano, custodisce ancora oggi la memoria di questo legame, facendo rivivere il Medioevo con tutta la sua complessità politica, culturale e simbolica».

Parole che catturano l’attenzione, stimolano la curiosità e invitano a prendere parte a questo evento di alto profilo culturale, nell’inconfondibile stile della Società Dante Alighieri.

    Condividi l'articolo su: