Lucani insigni 2017, Savino Primucci

Sam ha fatto della pizza la sua fortuna. L’insegna “Pizza Nova” troneggia in 140 vie dell’Ontario, a Cuba e in Romania. Fatturato in crescita e premi conquistati. Altrettanto nota la sua bontà d’animo: distribuisce pizza gratuita in numerose scuole

Da 66 anni vive in Canada. Savino Primucci, meglio conosciuto come Sam, &egrave; il &ldquo;Re della pizza&rdquo; ed &egrave; felice di essere stato nominato Lucano Insigne 2017. Dopo tanti sacrifici oggi si gode la serenit&agrave; economica mostrandosi entusiasta di quanto ha costruito. La sua insegna &ldquo;Pizza Nova&rdquo; troneggia in 140 vie dell&rsquo;Ontario, a Cuba e in Romania. Torna in Basilicata due volte all&rsquo;anno per non perdersi i festeggiamenti in onore di Sant&rsquo;Antonio e San Rocco nel suo paese d&rsquo;origine, Palazzo San Gervasio. Complice il clima tiepido di giugno e quello estivo di agosto, Sam Primucci parte da Toronto per partecipare insieme ai suoi compaesani alle processioni religiose e alle feste che si svolgono nella piazza del suo amato paese. &ldquo;A casa mia – dice con fierezza – stanno ben in vista i quadretti con le immagini dei due santi che mi aiutano ad operare nella vita quotidiana. Le due festivit&agrave; sono state sempre molto sentite dalla mia famiglia e rappresentano un momento di fede intensa. Certo, non &egrave; corretto fare i pellegrinaggi se poi non si conduce una vita secondo i valori cristiani. Penso di comportarmi in maniera esemplare e di vivere con coerenza la fede&rdquo;.<br /><br />Primucci &egrave; un uomo soddisfatto, un artigiano che ha faticato tanto e che ora si gode il meritato successo. E&rsquo; raggiante ed emana, malgrado i suoi bianchi baffi austeri, un&rsquo;energia abbagliante. Il titolo di Lucano Insigne non &egrave; il suo primo riconoscimento. Non &egrave; il suo primo attimo di gloria. Nato a Palazzo San Gervasio il 2 agosto del 1940, Sam si &egrave; distinto nel sociale come capitano d&rsquo;industria, filantropo e modello di pioniere emigrato. Proprietario di una catena di pizzerie nell&rsquo;Ontario e nel Quebec con il marchio &ldquo;Pizza Nova&rdquo;, &egrave; stato presidente della Canadian National Exhibition Food products association per 12 anni. Ha ricevuto diverse onorificenze dalla Camera di Commercio dell&rsquo;Ontario. Nel 2012 gli &egrave; stato assegnato il premio di &ldquo;Franchisee dell&rsquo;anno&rdquo; e nel 2016 gli &egrave; stata assegnata l&rsquo;&rdquo;Aquila d&rsquo;oro dei Maestri del Commercio Enasco &amp; Pi&ugrave;&rdquo;. Il nome di Primucci spicca l&rsquo;11 ottobre del 2016 sulle pagine del &ldquo;Corriere canadese&rdquo;. La manifestazione dell&rsquo;&rdquo;Aquila d&rsquo;oro&rdquo;&nbsp; – evidenzia il quotidiano – nasce dalla volont&agrave; di premiare quanti, con il loro lavoro e le loro opere, si sono distinti nella comunit&agrave; italiana, dando lustro al loro Paese di origine. Sam Primucci, impegnato nella propria attivit&agrave; commerciale da oltre 40 anni, ha ricevuto il diploma e l&rsquo;onorificenza &ldquo;Aquila d&rsquo;oro&rdquo;.&nbsp; &ldquo;Per Sam &ndash; si legge nell&rsquo;articolo – si tratta di un riconoscimento ampiamente meritato che premia il suo duro lavoro e le capacit&agrave; imprenditoriali. Nel 1963, assieme ai suoi fratelli, ha aperto a Toronto, all&rsquo;angolo tra Lawrence e Kennedy, una piccola pizzeria chiamata &ldquo;Pizza Nova&rdquo;. Da allora di acqua sotto i ponti ne &egrave; passata tanta e &ldquo;Pizza Nova&rdquo; si &egrave; ingrandita fino ad aprire oltre cento locali in tutto l&rsquo;Ontario. Grazie alla sua ambizione e al coraggio dimostrato nell&rsquo;avviare il suo business, Primucci non solo riesce a garantire il successo della ditta ma anche a essere fonte di ispirazione per molti altri nuovi imprenditori giunti in Canada. L&rsquo;Aquila d&rsquo;oro suggella le sue grandi capacit&agrave; imprenditoriali, la perseveranza e l&rsquo;intraprendenza. Qualit&agrave; che non possono mai mancare in un grande uomo d&rsquo;affari&rdquo;.<br /><br />La sua vita non &egrave; stata tutte rose e fiori. Sam ricorda bene la miseria con la quale dovevano fare i conti i suoi genitori. Come altre numerose famiglie lucane anche quella di Sam viveva in condizioni economiche ristrette e l&rsquo;unica soluzione possibile per porre rimedio alla povert&agrave; era quella di tentare la fortuna al di l&agrave; dell&rsquo;Oceano. Emigrare. Terminata la seconda guerra mondiale, copiosi flussi di emigranti italiani si riversarono fuori dai confini nazionali per cercare un lavoro, andando ad infoltire le gi&agrave; cospicue comunit&agrave; presenti in tutto il mondo. Aveva appena 11 anni quando Sam fu costretto a lasciare il suo paese d&rsquo;origine per raggiungere, insieme alla mamma e ai suoi fratelli, il padre partito l&rsquo;anno prima per il Canada. &ldquo;Non &egrave; stato facile per me e i miei fratelli – racconta Sam – frequentare la scuola alle prese con una lingua non familiare. Le difficolt&agrave; sono state notevoli ma le abbiamo superate. Di mattina andavo a scuola e di pomeriggio lavoravo come garzone in un negozio di frutta per contribuire al bilancio familiare. Poi entrai come facchino in una fabbrica di camicie. La mia buona volont&agrave; e il mio impegno cominciarono a premiarmi. Arrivarono i primi risultati e le prime soddisfazioni. In quella stessa fabbrica diventai il coordinatore di 125 dipendenti. Ma la vita – sospira Savino – &egrave; assai imprevedibile. Quando uno dei miei fratelli alle dipendenze di una modesta pizzeria venne coinvolto in un incidente automobilistico, fui chiamato dal suo datore di lavoro a sostituirlo. Non avevo la minima idea di come procedere. Temevo di non essere all&rsquo;altezza. Avrei avuto tanti motivi per mollare eppure la gavetta che i giovani d&rsquo;oggi non sono pi&ugrave; abituati a fare aiuta. Ed &egrave; bella in fondo l&rsquo;attesa che si crea prima del raggiungimento di un traguardo. &ldquo;Pizza Nova&rdquo; nata nell&rsquo;est di Toronto nel 1963 cominci&ograve; a registrare successi su successi. Era l&rsquo;inizio di un&rsquo;epoca nuova. Nutrivo una sensazione di forza. Oggi &ldquo;Pizza Nova&rdquo; sforna milioni di pizze a settimana. Le nostre pizze soddisfano il gusto di tantissime persone che le divorano con piacere. Abbiamo anche l&rsquo;esclusiva di una fornitura allo stadio di baseball degli amatissimi &ldquo;Blue Toys di Toronto&rdquo;.<br /><br />Sam &egrave; un senior rispettato e stimato. Ha riempito la sua vita di contenuti straordinari. &ldquo;Non avrei mai immaginato di conseguire risultati tanto gloriosi. Ma alla fine chi fa bene e con amore il proprio lavoro viene sempre premiato. La qualit&agrave; vince sempre. Mia moglie Gemma, i miei figli Domenic e Michael, le mie nuore Anna e Loredana e i miei 4 bellissimi nipotini – dice&nbsp; orgoglioso Sam – completano il quadro della mia vita. Sono loro la mia forza. Il segreto del successo che i miei figli continuano a replicare consiste nel rispetto di tutti i collaboratori che da 50 anni lavorano a &ldquo;Pizza Nova&rdquo; e nella qualit&agrave; degli ingredienti che conservano la freschezza e la fragranza della cucina della mamma e della nonna&rdquo;. Primucci spiega che le sue pizze vanno a ruba perch&eacute; i pomodori e l&rsquo;olio sono rigorosamente prodotti in Italia mentre tutti gli altri ingredienti sono i migliori che si possano trovare sui mercati del Canada. &ldquo;Il segreto della pizza sta nei prodotti giusti. I miei dipendenti non temono la concorrenza di altri. Da noi ci si sente a casa, tutti si trovano a loro agio, come in famiglia&rdquo;. La geniale intuizione di Sam &egrave; stata quella di offrire agli ospiti un momento in famiglia gustando pizze deliziose che invitano a replicare.&ldquo; La pizza deve essere fragrante, sono un tradizionalista, mi piace osservare la natura, le stagioni con i suoi caratteristici profumi e mi cimento a trasformare quello che vedo in sapori&rdquo;. &ldquo;Pizza Nova – continua con soddisfazione &ndash; si afferma ogni anno di pi&ugrave;. Il fatturato aumenta e si aggiudica premi per gli apici raggiunti per crescita, impacchettamento, branding e advertising. Ma quello che mi appaga di piu&rsquo; &egrave; la distribuzione gratuita di pizza in numerose scuole. Sono contento di vedere tanti bambini bisognosi che si sfamano con le mie pizze e riescono cos&igrave; a svolgere i loro compiti con lo stomaco pieno&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Non ho mai pensato di aprire una pizzeria in Basilicata ma – ci confida Savino – sarei pronto ad aiutare qualcuno intenzionato ad aprire un locale. Sarei pronto a portare un po&rsquo; del Nord America in Basilicata. Non solo pizza, anche ali di pollo. Sam ha portato alto il vessillo dell&rsquo;Italia&rdquo;.&nbsp; &ldquo;Naturalmente la vita – esterna con saggezza – alterna periodi di fortuna e periodi negativi. Anche nei momenti pi&ugrave; difficili non si lascia mai la nave alla deriva. Ai miei collaboratori continuo a insegnare l&rsquo;importanza del fare e del creare. Forza, tenacia e caparbiet&agrave; sono gli aggettivi che rendono possibili tutte le mission. Ai miei figli ho sempre ricordato che non &egrave; importante avere grandi automobili o ville lussuose perch&eacute; si pu&ograve; essere molto tristi anche in un castello. Le relazioni umane sono la cosa pi&ugrave; importante nella vita. Tutti dovrebbero farsi un esame di coscienza e cambiare abitudini. Bisogna poi sempre ricordare che la pazienza &egrave; l&rsquo;unico ingrediente che fa venire bene le cose. E ancora che per vivere bene bisogna imparare a chiedere scusa. Semplici regole che disinnescano i conflitti e fortificano i rapporti. E per finire non dimentichiamoci mai di condividere ci&ograve; che possediamo&rdquo;. Sam fa una piccola pausa, sorride e conclude: &ldquo;La vita &egrave; troppo breve per sprecarla. Non pensiamo solo a noi stessi, prodighiamoci per chi ha bisogno del nostro aiuto. Non ci costa niente. Superiamo la diffidenza. Correggiamo le storture&rdquo;.<br /><br />Alla domanda se si sente pi&ugrave; italiano o canadese, lui risponde con un largo sorriso: &ldquo;E&rsquo; tutta la vita che me lo chiedono. Sono lucano e mi sento cittadino d&rsquo;Europa. Il Canada mi ha adottato, mi ha dato tanto e sar&ograve; per sempre grato. Nella famiglia ci sono le radici. Non si possono dimenticare le proprie origini. Quando vengo in Italia mi sento accettato, mi sento a casa mia. I miei compaesani trasmettono calore, vero affetto, te lo fanno sentire, spalancano le loro porte senza riserve, ti fanno respirare un&rsquo;atmosfera fantastica. A Palazzo San Gervasio la gente &egrave; favolosa , simpatica, disponibile, sempre pronta ad organizzare tavolate con il meglio della cucina lucana. I piatti che preferisco mangiare sono la pasta con le cime di rape e la pasta e fagioli, vere squisitezze. &ldquo;A casa – prosegue Sam – parliamo 3 lingue: italiano, inglese e il nostro dialetto. Sono stato un pap&agrave; serio non tanto severo. Certo ho sempre fatto bilanciare i diritti e i doveri. E cos&igrave; stanno facendo anche i miei figli con i miei nipoti. Mi auguro di riuscire a veder realizzati i loro sogni. Io sono arrivato in Canada nudo e crudo, ho cominciato da zero. Non avevo praticamente nulla. I miei nipoti hanno avuto la fortuna di vivere una vita agiata e auspico che possano affermarsi e conseguire importanti successi lavorando onestamente e dimostrando di essere persone valide. E ovviamente mi auguro che possano fortificare i loro rapporti con la Basilicata che conoscono gi&agrave; abbastanza bene. Hanno apprezzato Castelmezzano e non ci sono parole per come hanno decantato la citt&agrave; dei Sassi&rdquo;.<br /><br />(A E.C.)<br /><br />Fonti<br />www. basilicata cultural.ca<br />www. corriere. com (corriere canadese)<br />https: //thees.com/main/food<br /><br /><br /><br />

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