Litigio Latronico-Chiorazzo: “Non c’entrano i vitalizi”

L’assessore precisa: “Il mio richiamo era rivolto esclusivamente al rispetto del regolamento e delle prerogative della Presidente Fazzari, alla quale spetta la facoltà di coordinare i lavori e dare la parola ai consiglieri. Insultato pesantemente e minacciato dal consigliere Chiorazzo”.

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In merito agli accesi scambi verbali avvenuti durante la seduta odierna del Consiglio regionale, l’assessore Cosimo Latronico intende chiarire i fatti e ristabilire la verità sull’origine del diverbio con il consigliere Angelo Chiorazzo.
“Sento il dovere di precisare – dice Latronico – che la questione dei vitalizi, contrariamente a quanto riportato da alcune ricostruzioni concitate, non ha avuto alcun ruolo nel mio intervento. Il mio richiamo era rivolto esclusivamente al rispetto del regolamento e delle prerogative della Presidente Fazzari, alla quale spetta la facoltà di coordinare i lavori e dare la parola ai consiglieri”.
L’assessore esprime profonda amarezza per la deriva assunta dal confronto: “È inaccettabile che il richiamo alle regole scateni reazioni scomposte. Il consigliere Chiorazzo è arrivato a insultarmi pesantemente, dandomi del “delinquente” e minacciandomi fisicamente (“ti prendo a schiaffi”). Si può essere in totale disaccordo politico, si possono avere visioni del mondo opposte, ma non si deve mai scadere in una verbalità così violenta e offensiva che ferisce non solo la persona, ma l’istituzione stessa che rappresentiamo”.
Latronico conclude con una riflessione personale e un messaggio di distensione:
“Come ogni sera, al mio rientro a casa, dedicherò del tempo alla preghiera. Questa sera rivolgerò un pensiero anche al consigliere Chiorazzo: nel confronto pubblico sono indispensabili lucidità, responsabilità e senso delle istituzioni, doti che oggi sono venute meno. Desidero, infine, porgere le mie scuse ai cittadini lucani per lo spettacolo indecoroso avvenuto all’interno dell’Assise: i problemi della Basilicata meritano un clima ben diverso”.

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