Sulla vicenda Piano casa a Matera, legge 106/2011 e azioni del Comune ,interviene il coordinatore cittadino della Lista Stella, Francesco Santantonio.
“Invoca, il Sindaco, – afferma l’esponente politico – una incoerenza della Lista Stella nell’aver approvato il Piano Casa 1 che prevedeva 150 alloggi nella riqualificazione di Mulino Alvino e 45 in via Dante ed aver contestato la realizzazione di “ soli 46 alloggi” con la riqualificazione completa del Mulino Alvino – via Dante.
Anche in questa caso, come nelle altre proposte del Piano Casa1, è indispensabile appurare il rispetto della qualità urbanistica mediante la verifica degli standard anche in considerazione che l’ area di Via Dante ha un vincolo conformativo “ verde pubblico” e non è mai stata destinata ad espropriazione ( vincolo espropriativo), per cui tale vincolo non è soggetto ad alcuna decadenza ed il relativo cambio di destinazione rimane di competenza del Consiglio Comunale.
Il gioco delle tre carte non sempre riesce. Innanzitutto non dimentichiamo che il Piano Casa 1 aveva come elemento fondante la realizzazione del 40% di housing sociale, che il Consiglio Comunale ha approvato la individuazione delle aree su cui si sarebbero elaborati i progetti e, elemento da sottolineare, ciascun progetto avrebbe dovuto essere approvato dal Consiglio Comunale per verificare, tra l’ altro, il rispetto degli standard urbanistici negli ambiti di intervento (aree destinate all’ istruzione, alle attrezzature di interesse comune, agli spazi pubblici attrezzati a parco al gioco ed allo sport, ai parcheggi).
Il rispetto degli standard è il parametro della qualità della vita che il Consiglio Comunale, con le proprie competenze, deve garantire nell’ approvazione degli strumenti urbanistici generali o in variante.
È evidente la coerenza della Lista Stella che chiede, sempre, il rispetto del ruolo del Consiglio Comunale sia per il Piano Casa 1 che per l’ applicazione della legge 106/11.
Il gioco delle tre carte continua quando il Sindaco classifica la posizione della Lista Stella, che chiede il rispetto delle competenze del Consiglio Comunale, in questa vicenda urbanistica, come “posizione che non ha nulla a che fare con l‘ esame dei fatti in quanto tali”. Ogni questione va affrontata nello specifico, senza vie di fuga qualunquiste e distorcenti la verità. La diatriba sulle competenze del dirigente o del Consiglio Comunale, che il comma 14 dell’ art. 5 della legge 106/11 ha innescato, lascia in ciascuno il dubbio di interpretazione autentica, da una parte chi invoca una circolare della regione Piemonte, dall’ altra chi si avvale di uno o più pareri legali. Se è vero che la regione Basilicata è l’ unica a non aver definito le regole di applicazione della legge 106/11, generando questa tensione amministrativa e la penalizzazione degli imprenditori, non sfugge che almeno tutti i 131 comuni della Basilicata si potrebbero trovare nelle stesse condizioni del Comune di Matera. Pertanto – conclude Santantonio – vorremmo suggerire al Sindaco, come responsabile politico, ed al dirigente all’ urbanistica, come responsabile del procedimento, di avvalersi di pareri autorevoli, richiedendoli, ad esempio, all’ Anci o all’ Avvocatura dello Stato, in modo da dipanare i dubbi interpretativi della legge e dare risposte corrette alle aspettative di tutti”.
BAS 05