Lavoro, Mattia: i giovani lucani senza futuro

Il consigliere del Pdl lo sottolinea commentando i dati Istat. “L’invito giunto da più parti a mettere al primo posto del dibattito elettorale l’occupazione giovanile mi sembra scontato se non accompagnato da proposte concrete”

"I dati Istat parlano chiaro: quattro giovani italiani su dieci sono disoccupati. E da noi in Basilicata la percentuale è ancora più negativa della media nazionale. Dunque nessun giovamento dalle politiche sul lavoro del Governo Monti, ma un tasso di disoccupazione giovanile che nel mese di novembre dello scorso anno ha raggiunto punte record, ma anche nessun beneficio negli ultimi due anni dalle politiche del Governo regionale e soprattutto dalla spesa consistente destinata alla formazione professionale finita ad alimentare solo l’esercito di formatori”. Lo afferma il consigliere regionale del Pdl Franco Mattia, il quale fa notare che “in quattro anni, dal 2008 a giugno 2012, in Basilicata abbiamo perso il 14,4% di talenti-amministratori e titolari under 30 anni, come ci informa ‘Il Sole 24 Ore’ attraverso il rapporto Datagiovani-Infocamere. Fa bene, pertanto, il presidente De Filippo, con il piglio da filosofo che gli è più congeniale, a preoccuparsi di alimentare i giovani talenti. Farebbe altrettanto bene a preoccuparsi di non perderli”.

“Se per l’imprenditoria e l’autoimprenditoria giovanile – continua Mattia – oggi le speranze sono riposte nel pacchetto di misure del governo per la crescita nell’ambito del riordino delle agevolazioni già avviato con il decreto legge sviluppo, tra le quali la semplificazione per formare società a responsabilità limitata, l’agevolazione di accesso al credito, l’istituzione del fondo per la crescita, a livello regionale l’attesa è, per qualche possibilità che ancora esiste, legata alla rimodulazione delle ultime annualità del Fse e del Fesr 2007-2013”.

“Occorre spostare risorse, come ripetiamo da tempo – afferma ancora il consigliere – da programmi e progetti che si sono dimostrati inefficaci, e le speranze sicuramente più consistenti sono nella nuova programmazione Fse e Fesr per il sessennio successivo”.

“Non so – dice il consigliere del Pdl – se avrà l’effetto miracolistico auspicato il Piano pluriennale del Lavoro annunciato per quest’anno dal Presidente De Filippo e dall’assessore Viti. Ricordo che si parlò per la prima volta di Piano pluriennale del Lavoro allo scadere della precedente legislatura, nel febbraio 2010 e non se ne fece nulla perché fu la maggioranza di centrosinistra a non approvarlo”.

“Quanto alle politiche nazionali, la verità – aggiunge – è che le politiche fallimentari e le tasse sul lavoro imposte dal governo Monti hanno costretto molte imprese a chiudere, a ricorrere alla cassa integrazione, a licenziare e non certo ad assumere nuovo personale. Ma a preoccupare veramente è la tendenza negativa che purtroppo non concede possibilità di futuro alle giovani generazioni specie meridionali. Per questa ragione, l’invito che da più parti viene in queste ore, dopo la diffusione dei dati Istat, a mettere al primo posto del dibattito elettorale l’occupazione giovanile mi sembra scontato e formale se non accompagnato da proposte concrete”.

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