“In un momento storico come quello attuale, caratterizzato da una fase recessiva senza precedenti, con aziende che chiudono ogni giorno, con decine e centinaia di persone che escono fuori dal ciclo produttivo e scarse possibilità di poterci rientrare. In un contesto di continua e desolante desertificazione produttiva che interessa tutti i settori le cui imprese non hanno nessuna possibilità di accesso al credito, non si può assistere indifferenti alla lentezza incomprensibile degli investimenti pubblici”. Lo afferma, in un comunicato stampa, Michele Lamacchia, consigliere comunale di Matera del Psi.
“E’ indispensabile – secondo Lamacchia -che il mondo politico, coloro che hanno responsabilità nella gestione della cosa pubblica si adoperino per pianificare, programmare, implementare e velocizzare gli investimenti che sono ormai l’unica cosa che può fare ripartire l’economia reale. E’ oltremodo e altrettanto importante che gli organi preposti attuino una azione di controllo sul normale andamento dei lavori, che vengano rispettati gli impegni formali e il cronoprogramma per la realizzazione delle opere.
E’ facile assistere, invece a opere pubbliche avviate, che vanno a rilento, dove non si rispetta il cronoprogramma di realizzazione, spesso con il preciso intento di attivare le riserve, tardare l’esecuzione e giungere alle cosiddette revisioni dei prezzi. E’ dovere istituzionale, nonché morale dell’Ente preposto, sia esso Regione, Provincia, Comune o altro, vigilare, intervenire, agire per il rispetto degli impegni assunti dalle società che si sono aggiudicati i lavori di realizzazione delle opere.
Il Campus Universitario della Città di Matera nell’area dell’ex Ospedale, recentemente interessato da un tragico evento, è un esempio purtroppo non unico. E’ pur vero che la struttura è regionale, che l’interlocutore è l’Università di Basilicata ma insiste in una area prestigiosa della Città di Matera ed è preciso compito di chi amministra la Città controllare, vigilare, stimolare l’esecuzione delle opere facendo valere le proprie prerogative territoriali per giungere in tempi ragionevoli al completamento di un’opera che, purtroppo, di questo passo vedrà l’ultimazione forse non prima del 2029.
Il Sindaco in primis e tutti coloro che hanno responsabilità amministrative hanno il dovere di intervenire a livello istituzionale per far si che un Campus Universitario invidiabile nell’intero meridione non si traduca in un cantiere infinito che da anni ormai è in un degrado assoluto e rappresenta un pericolo per la Comunità”.