Il discorso fatto in Aula dopo la riconferma dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea
“Mentre il Parlamento sta definendo la riforma Costituzionale, in quest’Aula stiamo per portare in discussione la proposta di riforma dello Statuto, che nei mesi scorsi è stata oggetto dell’approfondimento della prima Commissione, in cui tutti i gruppi consiliari hanno portato un contributo significativo per migliorare il testo realizzato in collaborazione con i tecnici dell’Issirfa – Cnr. Un passaggio molto delicato per la contemporanea riforma del titolo V della Costituzione che configura nuovi poteri, cambia il rapporto fra Stato e Regioni, e a maggior ragione impone che il Consiglio regionale riesca a dotarsi di nuove regole per una democrazia regionale più forte. Il nostro nuovo Statuto si iscriverà dentro questo percorso riformatore, e sarà quindi anche una grande scommessa avere un Carta, non più l’ultima ma la prima, per regolare questa nuova fase dell’assetto dei poteri del nostro Paese”. Lo ha detto oggi in Aula Piero Lacorazza, riconfermato presidente del Consiglio regionale della Basilicata.<br /><br />“Io credo che il nuovo Statuto – ha aggiunto il presidente – debba ‘muoversi’ su due binari, quello dei principi e quello dell’equilibrio. Promozione e tutela dei diritti della persona, efficaci modalità e strumenti di partecipazione, nuovi strumenti di programmazione, il protagonismo dei territori, il rapporto con l’Europa, lo Stato e le altre Regioni italiane: questi, in estrema sintesi, i principi delineati nella bozza del nuovo Statuto, che vanno declinati realizzando un rapporto equilibrato tra Regione e territorio (cioè in primo luogo fra la Regione e le Autonomie locali, nel quale la Regione si impegna a cedere una parte della sovranità agli enti locali; una scelta che simbolicamente abbiamo anticipato offrendo una sede in Consiglio regionale all’Anci), fra potere legislativo e potere esecutivo (che potrebbe significare ad esempio incompatibilità fra le funzioni di consigliere e assessore), fra i generi (che significa affermare pienamente le pari opportunità). Nel momento di massima difficoltà delle Regioni italiane, perseguire un modello fondato sull’equilibrio è essenziale per affrontare le sfide del futuro. Credo che fin qui è stato fatto un buon lavoro, e possiamo utilizzare le prossime settimane per asciugare un po’ il testo, che contiene essenzialmente principi generali e deve per questo essere essenziale, breve e chiaro, come credo ci chiedono i cittadini”.<br /><br />