Si è svolto a Potenza il 14 marzo 2026, nella sala B dell’Azienda ospedaliera San Carlo, un evento scientifico di approfondimento sulla sindrome cardionefrometabolica (CRM).
Questa condizione clinica complessa è caratterizzata dall’interazione bidirezionale tra patologie cardiache, renali e metaboliche. La prevenzione e il trattamento della CRM rivestono un’importanza fondamentale e richiedono un approccio multidisciplinare che veda la stretta collaborazione tra cardiologi, diabetologi, internisti e nefrologi. L’accumulo di tessuto adiposo e l’infiammazione cronica sono i principali motori della sindrome sin dalle fasi precoci della vita. L’eccesso di tessuto adiposo innesca un circolo vizioso in cui il danno a un organo (ad esempio il rene) accelera la progressione della malattia in un altro (il cuore), alimentato da squilibri metabolici. Tale cascata può condurre allo sviluppo di scompenso cardiaco, insufficienza renale cronica, diabete di tipo 2, obesità e dislipidemia. La gestione ottimale dei fattori di rischio comprende, oltre ai protocolli farmacologici, interventi sugli stili di vita come la cessazione del fumo, una dieta equilibrata e la regolare attività fisica.
“L’organizzazione di questa giornata di studio conferma l’impegno della nostra Azienda nel promuovere modelli di cura integrati e all’avanguardia”. Afferma il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera. “La gestione della sindrome cardionefrometabolica rappresenta una sfida cruciale per la sanità moderna: solo attraverso il superamento della settorialità specialistica e il consolidamento di percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari possiamo garantire ai pazienti risposte efficaci e tempestive. Investire nel confronto scientifico significa elevare la qualità delle prestazioni offerte dalla nostra struttura a beneficio dell’intera comunità”.
“Abbiamo il dovere di prevenire la malattia cardiovascolare e trattarla nelle sue fasi più precoci. Aggiunge il professor Eugenio Stabile, direttore della unità operativa complessa di Cardiologia dell’Aor San Carlo. “È prioritario intervenire su quei pazienti che, pur non avendo ancora sviluppato complicanze, presentano condizioni nefro-metaboliche o molteplici fattori di rischio che li espongono a eventi avversi. L’unica soluzione risiede nell’integrazione delle competenze; oggi, nel nostro ospedale, operiamo con un efficace lavoro di squadra e sono grato ai dottori Nello Buccianti, medico internista, Feliciano Lo Pomo, endocrinologo, e Angelo Saracino, nefrologo, per il costante supporto clinico e la professionalità offerta quotidianamente”.