La Feneal – Uil interviene sui lavori usuranti

“Ve lo immaginate un muratore a 66 anni o addirittura a 70 anni su un'impalcatura alta 25 metri?”.
E’ l’interrogativo del segretario generale regionale della Feneal-Uil Domenico Palma per il quale lo sciopero e la mobilitazione di oggi degli operai edili lucani “ha anche il significato di accendere l’attenzione dei professori del Governo Monti e dell’opinione pubblica su una realtà del mondo del lavoro evidentemente sconosciuta. Si tratta – aggiunge – dei lavori usuranti come quello dei dipendenti di imprese di costruzioni e restauro, per i quali il traguardo dei 40 anni di contributo equivale ad una “cinquina al lotto”, per effetto dei lunghi periodi di non lavoro, mentre superare quel traguardo e contemporaneamente i 65-66 anni di età è come “vincere la lotteria Italia”.
Secondo Palma “bisogna prevedere un’età pensionabile più bassa a seconda del tipo di mansione, della tutela nel posto di lavoro e delle aspettative di vita del settore. Riteniamo di fondamentale importanza, per una questione di giustizia sociale, introdurre l’obbligo di adesione alla previdenza integrativa e parificare le aliquote contributive tra lavoratori autonomi, parasubordinati e dipendenti. Misure che il Governo non ha ritenuto opportuno introdurre. Eppure solo pochi giorni fa dagli Stati Generali delle Costruzioni avevamo lanciato il grido d’allarme sulla situazione del comparto ed avanzato, insieme alle associazioni imprenditoriali, concrete e semplici proposte di ripresa. Adesso ci troviamo a difendere la stessa esistenza degli edili considerati infatti una sorta di automi-robottizzati e non uomini in carne ed ossa”.

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