Per il vicepresidente del Consiglio regionale “la situazione attuale è insostenibile: non solo non si creano nuovi posti e i pochi invece disponibili non riguardano lavoratori lucani ma addirittura c’è il rischio di perdere lavoro”
“In attesa che nella seduta di martedì 29 prossimo il presidente De Filippo relazioni sullo stato del confronto Regione – Governo sul petrolio, la mobilitazione dei sindacati di categoria della Cgil e della Cisl per lunedì 28 prossimo nell’area industriale di Viggiano, con il presidio del Centro Oli a sostegno della vertenza Sudelettra, testimonia che c’è una partita tuttora aperta che riguarda le attività e i posti di lavoro legati al petrolio”. A sostenerlo è il vice presidente del Consiglio regionale Antonio Autilio (Idv).
“La politica e le istituzioni – aggiunge l’esponente politico – sono chiamati ad uno sforzo maggiore del passato per concretizzare la proposta della Cgil (condivisa da tutti i sindacati) di Contratto di Sito per l’area di Viggiano che rappresenta uno strumento per stoppare iniziative unilaterali come quella messa in atto dall’azienda Sudelettra di lasciare a casa i dipendenti per mancanza di commesse, e contestualmente per attuare il Patto di Sistema per la filiera del petrolio sostenuto da Confindustria. Tra l’altro il management dell’Eni a seguito delle note vicende della guerra in Libia – continua Autilio – deve modificare i programmi di investimenti che li ha visti sinora proiettati all’estero attraverso un impegno di 25 miliardi di euro in Libia che risale solo a pochi mesi prima dell’evento di guerra”.
Per Autilio “il rinnovo dell’Accordo di Programma Regione – Eni – Governo è pertanto l’occasione per ottenere atti concreti da parte dell’Eni, di Assomineraria e Confindustria non soltanto limitati ad un incremento della percentuale delle royalties riconosciute alla Regione ma per fare un decisivo passo avanti verso l’istituzione del Distretto Energetico Lucano quale condizione per accrescere le attività industriali e l’occupazione nell’indotto del petrolio superando l’attuale precarietà. La situazione attuale è insostenibile: non solo non si creano nuovi posti e i pochi invece disponibili non riguardano lavoratori lucani ma addirittura c’è il rischio di perdere lavoro”.
“Tra le ditte che lamentano difficoltà di rapporti con l’Eni – evidenzia il vicepresidente del Consiglio regionale – risultano una decina di piccole e medie aziende che hanno sede nel comprensorio della Val d’Agri o comunque in provincia di Potenza e hanno alle dipendenze, da sempre, lavoratori lucani. In mancanza del rinnovo dei contratti di servizio o in presenza di carenza di commesse come nel caso Sudelettra queste imprese annunciano la sospensione dei nostri operai, in gran parte qualificati. Si tratta allora, attraverso un’azione sinergica di Regione, Governo, sindacati e lavoratori – conclude Autilio – di stanare il management Eni dalla posizione di ambiguità perché assuma la responsabilità che le deriva dall’utilizzo delle nostre risorse energetiche”.