Incendi boschivi, Mattia: situazione allarmante

Per il consigliere regionale del Pdl occorre “una nuova legge forestale nazionale che sia in armonia con i principi del federalismo, della gestione sostenibile delle risorse naturali e della conservazione della biodiversità”

“Sono allarmanti i dati forniti oggi dal Corpo Forestale dello Stato che vedono triplicati gli ettari di bosco, macchia mediterranea, vegetazione e persino colture, distrutti nella nostra regione da incendi in questa torrida estate lucana”: è il commento del consigliere regionale del Pdl Franco Mattia.

“Pur essendo, purtroppo, una tendenza nazionale, che registra quest’anno una recrudescenza del fenomeno rispetto allo scorso anno, sia per numero di incendi che per superficie di vegetazione percorsa dalle fiamme, è soprattutto nel Materano e nel patrimonio naturalistico delle pinete che – evidenzia Mattia – si concentrano le maggiori preoccupazioni. Diventa perciò necessario fare il punto sullo stato di attuazione del Piano regionale antincendio 2012 approvato in ritardo e completato in ritardo, come è noto, con le convenzioni firmate con i Vigili del Fuoco. Si tratta di verificare nello specifico le esigenze di uomini e mezzi che come riferiscono le cronache di questi giorni non sono sufficienti a fronteggiare l’emergenza. I numerosissimi interventi effettuati in queste settimane, con sacrificio ed impegno dl personale del CFS, dai Vigili del Fuoco, da operai forestali e dai tanti volontari impegnati, sono la dimostrazione di come il settore meriti una seria programmazione con interventi mirati soprattutto sulla prevenzione ed al controllo sul territorio”.

Per Mattia “l’incremento di incendi in questa stagione estiva chiama in causa anche il Governo nazionale in quanto i tagli della spending review si fanno sentire direttamente nell’attività del Centro Operativo Aereo unificato del Dipartimento Nazionale Protezione Civile, costretto a ridurre i voli di spegnimento oltre che per la mancata copertura delle vacanze organiche in Cfs e Vigili del Fuoco sino alla chiusura di distaccamenti”.

Nel sottolineare che “il programma di prevenzione e lotta agli incendi boschivi, particolarmente complesso per i diversi ambiti operativi coinvolti, è di competenza delle Regioni per quanto riguarda l’intervento terrestre e dello Stato per il concorso aereo”, a parere di Mattia “occorrono altri tasselli che riguardano l’adeguamento del piano regionale antincendio con il catasto delle aree percorse dagli incendi e una nuova legge quadro forestale nazionale, nonché una migliore organizzazione del servizio antincendio terrestre che ha dimostrato molte lacune ed inefficienze. Anche i Forestali che un tempo erano gli artefici della cura e dello sviluppo dei boschi, oggi vi ritornano solo quando il bosco è diventato cenere per celebrarne il rito della sua scomparsa. Le Regioni spesso non adeguano i propri piani antincendio, rinunciando ad uno strumento essenziale attraverso il quale gestire un’attività di loro competenza e sanciscono un vuoto normativo, organizzativo e finanziario che crea enormi disfunzioni, mette a rischio il patrimonio boschivo e compromette, in modo spesso drammatico, la sicurezza degli operatori e dei cittadini. Una efficace attività antincendio muove anzitutto da una adeguata pianificazione forestale e da una corretta gestione del territorio e del bosco, oltre che da una motivata coscienza ecologica”.

“Inoltre – continua Mattia – una nuova legge forestale nazionale non è più rinviabile: occorre una legge che sia in armonia con i principi del federalismo, della gestione sostenibile delle risorse naturali e della conservazione della biodiversità, in conformità degli indirizzi della Unione europea sulla tutela e valorizzazione dell’ambiente e delle foreste”.

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