Affrontate le problematiche relative all’attuazione della legge regionale n. 9/2010 sulla rete integrata ospedale territorio della patologia diabetica e quelle riguardanti i ciechi e gli ipovedenti della Basilicata
Nella riunione di oggi la quarta Commissione ha ascoltato anche i rappresentanti dell’Associazione lucana assistenza diabetici (Alad – Fand) e dell’Unione italiana ciechi ed ipovedenti.<br /><br />Il presidente dell’Alad – Fand Antonio Papaleo ha lamentato la mancata applicazione della legge regionale n. 9/2010 (Assistenza in rete integrata ospedale – territorio della patologia diabetica e delle patologie endocrinometaboliche), evidenziando che mentre, da un lato, si registrano dati allarmanti sull’aumento delle patologie diabetiche nella popolazione regionale, dall’altro la rete ospedale – territorio stenta a decollare e non si provvede al turn over dei diabetologi. Non viene inoltre implementato – ha osservato ancora il presidente dell’Alad – Fand – il rapporto fra medici di medicina generale e diabetologi, mentre l’educazione terapeutica prevista dalla legge 115/87 molto spesso non viene fatta non per mancanza di volontà ma per mancanza di tempo, e i Centri finiscono per limitarsi a fare solo la misurazione della glicemia. Ha poi parlato delle patologie connesse (innanzitutto quelle dei cardiopatici) e del notevole incremento del diabete in età evolutiva. Papaleo ha inoltre sottolineato il ruolo del medico di medicina generale nell’attività di prevenzione della malattia, oltre alla necessità di istituire sul territorio i centri di primo, secondo e terzo livello con diverse competenze e di definire il Registro regionale dei diabetici, attraverso la cartella clinica informatizzata. Il presidente Bradascio si è soffermato sull’importanza della prevenzione, richiamando alcune iniziative del mondo associativo e ricordando che la Basilicata è in testa alle graduatorie dell’obesità infantile e che occorre tornare alla cultura alimentare straordinaria del passato. A suo parere la legge regionale n. 9/2010 è una buona legge, ma occorre verificare come attuarla rapidamente ed eventualmente emendarla. Ha inoltre assunto l’impegno di continuare il confronto con l’Alad – Fand.<br /><br />All’attenzione dell’organismo consiliare anche le problematiche relative ai ciechi e ipovedenti della Basilicata. Il presidente dell’Unione italiana ciechi ed ipovedenti, Angelo Camodeca, è stato ascoltato in merito all’applicazione della legge regionale n.7/1989 che eroga provvidenze in favore degli enti di tutela ed assistenza agli invalidi. Sottolineando “l’importanza fondamentale e il ruolo che rivestono nel tessuto sociale le associazioni che operano nel settore”, Camodeca ha chiesto “un’implementazione dei fondi previsti per lo svolgimento dei compiti istituzionali attribuiti alle sezioni regionali delle associazioni e una modifica alla legge n.7/89 prevedendo l’erogazione anticipata di un contributo fisso, pari al 30 per cento della somma stanziata, da suddividere tra tutti i beneficiari e quella di un contributo variabile del 70 per cento da distribuire solo fra le organizzazioni riconosciute dalla legge regionale n.35/2000 sulla base del volume di attività svolta da ciascuna associazione”. Camodeca ha poi posto l’attenzione sull’importanza della prevenzione, del servizio di riabilitazione visiva, dell’avvio di corsi di orientamento e mobilità e degli ausili agli studenti ciechi o ipovedenti previsti dal Piano del diritto allo studio proponendo l’istituzione di un tavolo tecnico teso alla soluzione delle criticità emerse in Basilicata. Il presidente Bradascio, anche su indicazione dei consiglieri Napoli e Romaniello intervenuti nel dibattito, ha preso l’impegno di avviare in Commissione la discussione in merito alla proposta di modifica della legge regionale n.7/89 al fine di accogliere le richieste pervenute dal presidente dell’Unione italiana ciechi ed ipovedenti.