Il garante dell’infanzia e dell’adolescenza interviene a margine della relazione del presidente Pittella sugli immigrati e dice “l’ospitalità è una scelta di civiltà”
“L’annuncio del presidente Pittella di portare da 1022 a 2000 gli immigrati che la Basilicata si offre di ospitare per dare un contributo concreto alla soluzione del grave fenomeno dell'ondata di profughi dai paesi africani è una decisione determinante e di alto profilo umano, oltre che rilevante in un contesto nazionale”.<br /><br />Così il garante dell’infanzia e dell’adolescenza Vincenzo Giuliano per il quale “tra i profughi ci sono tanti bambini, tanti minori costretti a vivere in condizioni di disagio e di assoluta marginalità con serie ripercussioni sul loro avvenire e l'ospitalità offerta a queste persone è una scelta di civiltà, anzitutto, e contribuisce a porre in primo piano la questione dell'offerta di lavoro e il contributo che i migranti potranno dare alla crescita della Basilicata, in un clima di apprezzabile integrazione con il tessuto sociale e produttivo lucano”.<br /><br />“La Basilicata – continua Giuliano – riscopre dunque la sua attitudine a sapere affrontare una emergenza di questa portata, che non ha precedenti nella storia del Paese. Il suo slancio e l'umanità della nostra gente sono un esempio positivo per tutti. Il tema dei bambini, inoltre, rappresenta un banco di prova per una terra intenzionata a non trascurare questi aspetti che danno al nostro tempo la vera dimensione di un'epoca importante e significativa della storia”.<br /><br />“I numeri parlano chiaro, stando alle dichiarazioni del garante nazionale. In Italia – aggiunge – un bambino su sette nasce e cresce in condizioni di povertà assoluta. Uno su dieci assiste a episodi di violenza domestica. Uno su cento subisce maltrattamenti. E uno su venti vive in aree inquinate e a rischio di mortalità. Il punto nodale è rappresentato tuttavia dalle migliaia di bambini non accompagnati che hanno varcato le frontiere italiane in una situazione di assoluta emergenza umana, sociale e individuale. Erano 18 mila a gennaio. Ora il numero è sensibilmente cresciuto, secondo le organizzazioni internazionali. Prendersi cura di loro deve avere un valore umano e cristiano prima di tutto."<br /><br />L'altro tema sul quale Giuliano richiama l'attenzione è dato dal tipo di vita che molti bambini affrontano tra le mura domestiche, “condizionati spesso da tante situazioni negative, per giunta irreversibili in molti casi e tali da essere sottovalutate se non addirittura sconosciute all'esterno. Deve far riflettere – conclude il garante - un altro dato importante: nella nostra regione il 16,5 per cento dei minori vive in povertà assoluta. E il 31,8 in quella relativa”.<br /><br />lc<br />