Giuliano: “Facciamo partire la legge regionale sull’autismo”

Per il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza: “Adesso è necessario attivarsi affinché gli impegni contenuti all’interno della legge stessa divengano realtà. A partire dal reperimento delle risorse finanziarie adeguate al bisogno stimato”

“E' da qualche mese che la Regione Basilicata si è dotata della legge regionale 40/2021, “Norme in materia di tutela delle persone con disturbi dello spettro autistico”.  Una legge che ha visto il mio coinvolgimento con  l’attivazione di  un tavolo tecnico e con il comitato consultivo composto da associazioni di genitori lucani. Ciò è stato possibile grazie alla disponibilità del consigliere Tommaso Coviello, primo firmatario, e dell’intero Consiglio regionale”. Lo afferma il garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Basilicata, Vincenzo Giuliano, evidenziando che: “Adesso è necessario attivarsi affinché gli impegni contenuti all’interno della legge stessa divengano realtà. A partire dal reperimento delle risorse finanziarie adeguate al bisogno stimato.

Gli interventi non più procrastinabili riguardano la terapia ABA al posto di logopedia e psicomotricità, per tutti i bambini con diagnosi di autismo e disturbi del comportamento, erogato in forma diretta dai centri di riabilitazione presenti in regione, ma sotto stretta supervisione di Analisti del Comportamento BCBA e Assistenti Analisti del Comportamento BCaBA. I terapisti devono essere non per forza professionisti della riabilitazione con corso RBT, ma anche e soprattutto personale professionale psicoeducativo formato ABA ed assunto ad hoc per questo scopo. Si consiglia di finanziare indirettamente anche i liberi professionisti che erogano ABA e le cooperative ABA, in quanto questi potrebbero essere già stati scelti da vecchia data dalle famiglie. Non è opportuno privare un paziente della sua continuità terapeutica, e bisogna sostenerla quindi economicamente. Tutti i professionisti scelti per erogare trattamento ABA privatamente o nei centri devono essere iscritti alle liste professionali del Board international, il BACB oppure alle liste dell’ordinamento italiano, SIACSA e ABAIT entrambi Istituzioni garanti di formazione adeguata e rispetto delle regole e dell’etica professionale. L’intervento ABA, per essere di qualità, dev’essere portato avanti non solo al centro, ma in tutti gli ambienti di vita del bambino/ragazzo, anche e soprattutto a scuola; deve prevedere un cospicuo monte ore settimanale di terapia (tra le 15 e le 25 ore), una intervisione settimanale o quindicinale dall’Assistente Analista del Comportamento e una supervisione mensile o bimestrale dall’Analista del Comportamento. Un intervento precoce ed efficace migliora decisamente la qualità di vita del soggetto e della famiglia, previene l'isolamento sociale e riduce l’indice di internalizzazione del soggetto in istituti in età adulta. Anche se tutto l’impianto ABA può sembrare complicato ed oneroso, è però l’investimento più raccomandato da fare, per migliorare in un solo colpo sia gli aspetti personali che gli aspetti familiari, scolastici, sociali e lavorativi. Ricordiamo che gli interventi cognitivo comportamentali (ABA) sono tra i più raccomandati dalle Linee guida LG21”.

“Altro intervento necessario – sottolinea Giuliano – sarà stilare progetti di vita già alla diagnosi e quindi in età evolutiva. Per i progetti di vita over 18, attualmente attivati, far assumere dalle cooperative del personale formato e altamente specializzato (attualmente si assumono operatori non specializzati, e l’intervento non risulta perciò efficace e di qualità. Non bisogna puntare solo al sollievo della famiglia, dunque, ma anche allo sviluppo e all’educazione permanente della persona con disabilità, anche in età adulta). E poi – aggiunge il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza – occorrerà sviluppare e finanziare progetti per l'inserimento lavorativo, necessari a dare motivazione e dignità agli adulti con disabilità fisica e/o cognitiva; Finanziare ed incentivare i progetti di co-housing per la vita adulta indipendente; la qualità di vita è strettamente legata alla possibilità di essere indipendenti”. “Altra esigenza – conclude Giuliano – è quella di creare centri per il ‘Dopo di noi’ e per il training del ‘Durante noi’; a tal proposito sarebbe opportuno riprendere in considerazione la pdL per il ‘Dopo di noi’ da me rielaborata unitamente a tutte le associazioni interessate: anche questa è una legge di civiltà di cui una Regione come la nostra non dovrebbe assolutamente esserne priva”.

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