Migliorare l’efficienza nell’utilizzo dell’azoto nei sistemi agricoli, per ridurne le perdite e quindi l’impatto ambientale ed economico, in relazione al fatto che circa la metà del fertilizzante non viene assorbito dalle colture, ma disperso: è l’obiettivo di una nuova piattaforma internazionale di ricerca strutturata nell’ambito del progetto “AgNUE” (Agricultural nitrogen use efficiency platform) – finanziato con 24 milioni di euro dalla “Novo Nordisk Foundation” – a cui partecipa il Dafe (Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari) dell’Università della Basilicata, con un fondo di 2,5 milioni di euro. Nei prossimi cinque anni, la piattaforma lavorerà per aumentare l’efficienza d’uso dell’azoto, diminuendo le dispersioni senza compromettere la produttività.
AgNUE si basa su una rete di siti per il monitoraggio intensivo in condizioni reali, per esaminare come le diverse pratiche di gestione possano influenzare le emissioni, la produttività e l’ecosistema. I fertilizzanti azotati sono infatti essenziali per la sicurezza alimentare ma, se non gestiti in modo adeguato, contribuiscono a un rilevante impatto (emissioni di gas serra, inquinamento dell’aria e delle acque e degrado degli ecosistemi). Attualmente, in molti casi la quota di fertilizzante azotato effettivamente assorbita dalle colture rimane inferiore al 50 per cento: oltre la metà dell’azoto è quindi inutile, con rilevanti costi ambientali ed economici. Attraverso i dati, la piattaforma punta a ridurre in modo significativo l’incertezza nella stima dei bilanci e delle perdite.
Con una presenza in Europa e negli Stati Uniti, l’iniziativa riunisce istituzioni di ricerca di eccellenza per raccogliere dati di campo comparabili e di alta qualità in diversi contesti climatici e agricoli. Il team lucano, coordinato dal ricercatore Daniele De Rosa, sarà responsabile della supervisione di un sito in provincia di Matera. In questo contesto, l’Unibas realizzerà una piattaforma di monitoraggio unica nel suo genere, attraverso il primo sito nel Mediterraneo dedicato ai sistemi colturali in asciutto, aprendo una nuova prospettiva per lo studio dei flussi di azoto in condizioni reali.
“Con AgNUE la Basilicata si candida a ospitare una piattaforma di ricerca senza precedenti, destinata a diventare un punto di riferimento per il Mediterraneo nello studio della sostenibilità dei sistemi agricoli in asciutto. È un’opportunità straordinaria per il nostro territorio e un riconoscimento concreto del ruolo strategico dell’Università della Basilicata nella ricerca internazionale, per un’agricoltura più resiliente, innovativa e competitiva” – afferma De Rosa.
Coordinato dall’Aarhus University (Danimarca), AgNUE riunisce università e istituti di ricerca specializzati in biogeochimica del suolo, quantificazione dei flussi di azoto a scala di campo, modellistica degli agroecosistemi, microbiologia, meteorologia e agronomia sostenibile. I partner provengono da Europa e Stati Uniti: North Carolina State University (Usa), University of Illinois (Usa), Wageningen University & Research (Paesi Bassi), Karlsruhe Institute of Technology (Germania), Danish Technological Institute (Danimarca), Colorado State University (Usa), Universidad Politécnica de Madrid (Spagna), Swedish University of Agricultural Sciences (Svezia), Norwegian University of Life Sciences (Norvegia), University of Helsinki (Finlandia) e Inrae (Istituto nazionale francese per la ricerca in agricoltura).