"I pesanti rilievi mossi dall’Autorità per l’Anticorruzione su appalti e gare nella sanità lucana, che fanno seguito a precedenti azioni della Corte dei Conti che ha aperto numerosi procedimenti per accertare eventuali sprechi di risorse pubbliche nella sanità (il caso più eclatante è il progetto di nuovo ospedale di Lagonegro), squarciano il velo del modello “virtuoso” della sanità lucana specie in materia di spesa.
C’è dunque una conferma autorevole di quanto sosteniamo da tempo: gli sprechi si annidano nel sistema della sanità pubblica e pertanto ci sono ampi margini di recupero di risorse da utilizzare decisamente in maniera efficace". Lo dichiara Antonio Flovilla, presidente Anisap Basilicata.
"Dunque – prosegue – c’è una 'lezione' da cogliere dal rapporto-dossier dell’Anticorruzione. Noi tentiamo di leggerla. E lo possiamo fare dall’osservatorio del privato accreditato, che incide sulla spesa sanitaria regionale appena per il 2,4%, e che l’unico comparto che è stato chiamato negli anni a ridurre i propri tetti di spesa, l’unico comparto sul quale si è abbattuta pesantemente la mannaia della spending review.
Parliamo di un settore che, a fronte di un tetto assegnato, ha assorbito molto meno in termini di spesa, dal momento che non appesantisce di ulteriori costi il servizio sanitario (cosa che non può dirsi per altri settori della sanità convenzionata sempre bisognevoli di risorse aggiuntive, puntualmente erogate). Inoltre, la maggior parte delle strutture rappresentate sono state più volte penalizzate da contrazioni di budget e consistenti riduzioni tariffarie che, in molti casi, ne hanno compromesso o ne stanno compromettendo la sopravvivenza.
Abbiamo indicato e continuiamo ad indicare la strada di autentico virtuosismo da percorrere nell'interesse della sostenibilità della spesa contestando la scelta dell’esternalizzazione di servizi e prestazioni che come si legge dall’analisi severa del Presidente Anac Raffaele Cantone è il terreno che più di ogni altro si sottrae alla trasparenza e che contrasta con i principi della spending review e del controllo della spesa che da tempo sono agitati a livello di Governi nazionale e regionale per giustificare i nuovi e pesanti tagli imposti anche al nostro sistema sanitario ( una ventina di milioni di euro in meno nelle casse regionali). E temiamo che con lo stop dell’Eni all’attività del Centro Oli di Viggiano e all’estrazione di petrolio minori entrate di royalties si possano scaricare sulla sanità. La nostra proposta di integrazione pubblico-privato, in grado di affrontare il tema della riduzione di risorse finanziarie e quello nuovo che ci richiede di affrontare l’Autorità per l’Anticorruzione, si muove invece su altri binari: pur in presenza di vincoli di spesa molto stringenti, come riconosce il Governo Renzi senza trovare sintonia con quello Regionale, appare come una delle poche strade percorribili per rispettare il principio di garantire a tutti il diritto di cure appropriate in modo efficace, nel contempo alimentando un sistema, quello della white economy, che può rappresentare un driver per lo sviluppo e l’occupazione del sistema Paese. Solo da una virtuosa integrazione pubblico-privata, unita alla valorizzazione dell’economia della salute, dell’assistenza e del benessere della persona, può scaturire un forte cambiamento di tipo produttivo e occupazionale utile al rilancio economico e sociale della nostra regione e del Paese.
La sanità è materia complessa e delicata e, pertanto, ha bisogno di essere governata con attenzione, competenza e nel rispetto di una visione politica che abbia al centro la persona ed il territorio.
E’ urgente un cambio di passo!".
BAS 05