Fiore (Pd) su situazione amministrativa al comune Pz

“Che fine ha tatto l’amore per la nostra città capoluogo? Dove è finito quel sentimento che per tanti anni ha animato e mosso l’azione e l’impegno di svariate classi dirigenti che si sono succedute nella guida amministrativa?”. Se lo chiede, in un comunicato stampa, Rocco Fiore, componente della Assemblea nazionale del Partito democratico. “Io ero un ragazzino quando in questa città non esistevano le scale mobili, la Galleria Civica, i parchi cittadini come quello dell’Europa Unita, quando la “sfilata” dei Turchi non era l’attuale Storica Parata patrimonio d’Italia per la Tradizione, quando le prime case “vere” a Bucaletto erano solo un sogno o un continuo proclamo elettorale, quando il problema dei passaggi a livello cittadini non aveva la minima trattazione e quando Palazzo D’Errico era un rudere abbandonato, inosservato e dimenticato del centro storico e potrei continuare ben oltre.
Ho avuto l’onore di sedere in Consiglio Comunale in un quinquennio nel cui avvio questa città non disponeva nemmeno di una sala consiliare degna di tale nome e riuniva la sua massima Assise utilizzando “a prestito” quella dell’Ente Provincia.
Può piacere o no, ma tanto è stato fatto negli anni passati in questa città, per essa e per i suoi abitanti, cercando in tutti modi di concretizzarne una crescita, uno sviluppo, un miglioramento in termini di servizi e di qualità della vita e più in generale un benessere complessivo per i cittadini di Potenza.
Di quell’attivismo politico amministrativo oggi resta il nulla. Una quasi totalità delle classi dirigenti ripiegate a “scommettere” da circa due anni esclusivamente sulla sopravvivenza o meno di un sindaco senza maggioranza consiliare (ed oggi senza nemmeno la propria maggioranza politica) o sulle quotazioni da attribuire a questo o a quel consigliere comunale riducendo il dibattito ad un penoso poltronificio assessorile. Intanto Potenza muore. Muore per un dissesto dichiarato, tecnicismi a parte, con molti dubbi sulla sua inevitabilità e per il quale è quanto mai chiaro che nulla è stato fatto per scongiurare che ciò avvenisse. Muore per un’azione amministrativa inesistente e non occorrono appartenenze politiche per giudicarla tale. Muore perché si lavora a tambur battente nel tentativo di inscenare il più clamoroso dei ribaltoni politici offendendo gli elettori, senza che si abbiano davvero a cuore le sorti di questa città.
Al Sindaco, che da collega ingegnere ho sempre stimato, vorrei solo ricordare che la passata consiliatura aveva un governo politico di centro sinistra nel quale il Partito Democratico, che esprimeva il sindaco e granparte della sua giunta, era guidato al vertice da chi oggi apprendiamo, a mezzo stampa, essere il suo vicesindaco in pectore. Vorrei ricordare che la totalità del diverse “anime” del Partito Democratico (ad esclusione, per onor del vero, del Presidente Pittella) aveva rappresentanti nella giunta Santarsiero che erano parte integrante di quel sistema amministrativo su cui quasi quotidianamente si continua a gettare discredito e fango, salvo poi affannarsi a stringere accordi di sopravvivenza con alcune di esse. Vorrei ricordare che indiscussi leader nazionali del PD che utilizzano differenti vangeli politici a seconda che predichino a livello nazionale o agiscano a livello comunale, sono stati essi stessi assessori nella precedente giunta Santarsiero.
Ma questo non è il momento dei ricordi su cui pure si potrebbe continuare, non è il tempo di una guerra tra poveri che, comunque vada, vedrà solo vinti e nessun vincitore. Sta perdendo la città, sempre più abbandonata a se stessa e preda di una preoccupante navigazione, a vista, amministrativa che rischia di condurla in un irreparabile naufragio, stanno perdendo i cittadini sempre più danneggiati dal vuoto di un’azione che consenta almeno di scongiurare un peggioramento della qualità della vita e dei servizi minimi essenziali, stanno perdendo le forze economiche e i tanti lavoratori, come quelli del trasporto pubblico locale, che rischiano di non avere più un reddito per mantenere le proprie famiglie, sta perdendo la politica ed i partiti che a colpi di rinvii ed interventi nazionali o di espulsioni e pubbliche scuse agli elettori, si ostinano nel più disperato tentativo di costruire operazioni politiche sfidando finanche la “natura”.
Fermiamoci tutti, riaccendiamo quel sentimento profondo d’amore verso Potenza che ci accomuna, occorre uno scatto di orgoglio e responsabilità pensando a quello che davvero serve in questo momento al capoluogo di Regione. Una ripartenza amministrativa in un momento di grande affanno e difficoltà per la nostra città con poche persone giuste ai posti giusti, una giunta di “salute pubblica”, tecnica, ridotta nei numeri che consenta a questa città di rialzarsi e, a testa alta, tornare a correre sulla via della crescita e dello sviluppo. A tutto ciò c’è una sola ed unica alternativa, ridare la parola ai cittadini”.
 bas04 

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