Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil, accoglie positivamente l'accordo siglato ieri per lo stabilimento di Melfi della Fca, ma sottolinea che non è effetto del Jobs act, semmai dell'impegno dei sindacati, firmatari, senza il cui impegno la Fiat non avrebbe più risalito la china. "Noi scommettiamo sulla ripresa – ha detto Barbagallo a margine di un incontro sul pubblico impiego a Torino – in questo caso i nuovi modelli e le esportazioni stanno favorendo questa ripresa. C'è un sacrificio che prevede l'aumento dei turni – ha aggiunto Barbagallo – ma aumentano anche gli occupati e il salario con mille nuove assunzioni e 2.500 euro lordi in più all'anno, che in questi tempi non è cosa da poco". Quanto alle contestazioni segnalate dalla Fiom, il segretario generale della Uil taglia corto: "Sono loro che pilotano queste contestazioni, è normale".Le nuove assunzioni in Fiat sono i primi effetti del Jobs act, gli viene chiesto. "Non c'entra niente – risponde Barbagallo – il suo effetto è zero. Anzi siamo preoccupati da questa riforma che non solo non ci convince ma ha cambiato i rapporti di forza nel Paese, perché questo governo ha dato sgravi fiscali e decontribuzione alle imprese e potere, perché possono fare quello che vogliono". "Noi abbiamo scommesso sul futuro – ha aggiunto in conclusione Barbagallo – e i fatti sulla Fiat ci stanno dando ragione. Senza il nostro impegno oggi Fiat non ci sarebbe più".
BAS 05