“Finalmente in Basilicata, alcuni autorevoli esponenti del Consiglio Regionale che a suo tempo sostennero e approvarono il Piano energetico e ambientale, si rendono conto, specie dopo la vicenda murgiana delle ricadute negative dell’’industria del vento e del solare”.
E’ quanto sostiene il presidente del Cseres, Pietro Simonetti, aggiungendo però che “l’autocritica non basta, al pari delle promesse di revisione dei piani. Occorrono interventi di ripristino e di recupero di territori gravemente deturpati o palesemente svenduti come quello della Val d’Agri. Ricordiamo di nuovo – continua Simonetti – che l’incredibile allocazione, decisa dall’ASI di Potenza nel 2009 e perfezionata nel 2010, di un parco solare su circa dieci ettari di terreno infrastrutturato nell’area industriale oggi satura di pannelli ma non di occupazione”. Per Simonetti “La decisione di assegnare l’area per una occupazione promessa di cinque unità, attualmente un solo occupato, per un compenso di 1,5 milioni per dieci ettari di terreno ,ha compromesso tutta una serie di iniziative industriali”. “Dopo le recenti, ulteriori riflessioni e autocritiche – continua Simonetti – è necessario, per la tutela della pubblica amministrazione, il rispetto dello Statuto e del regolamento dell’Asi, per recuperare alle attività produttive e occupazionali i suoli provvedere con gli atti di competenza. Per fermare l’assalto in corso al territorio ed al paesaggio occorre compiere atti urgenti e concreti. In assenza provvederemo ad interessare l’autorità giudiziaria compresa quella contabile anche per gravissimi danni erariali sopportati”.
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