Emigrazione, franconi: un museo frutto di sinergia

 Sinergia, è stata questa la parola chiave che ha contraddistinto l’apertura del Museo dell’Emigrazione lucana a Lagopesole.
“Questo museo – ha detto il vice presidente della Giunta Regionale, Flavia Franconi – è il frutto di un lavoro che ha visto la collaborazione di Giunta, Consiglio, Commissione e Federazione. Tutti insieme hanno contribuito a rendere questa giornata gioiosa. La Basilicata si conferma regione inclusiva e accogliente rispettando le sue origini storiche; basti pensare agli insediamenti delle popolazioni, risalenti ai tempi della Magna Grecia. Un territorio, quello lucano, che è da sempre orientato alla valorizzazione della diversità, delle differenze e dell’accoglienza. Il mio augurio – ha concluso – è che si possa continuare a lavorare insieme per creare le condizioni affinchè, chi decide di andare via per realizzare ciò che desidera, sia messo nelle condizioni di tornare”.
Dello stesso avviso anche Patrizia Minardi, dirigente Ufficio Internazionalizzazione e Sistemi culturali della Regione Basilicata che ha aggiunto: ”Ci siamo tutti ritrovati intorno ai valori dell’emigrazione, dando vita a questo museo che non è solo luogo in cui conservare documenti. E’ lo spazio delle emozioni. Un museo aperto, legato all’emotività di chi ha vissuto l’epoca dell’emigrazione. L’intero progetto – ha concluso – si colloca nell’ambito del Piano triennale della cultura 2016-2018 in cui è previsto un finanziamento per sostenere le attività e le azioni di supporto affinchè il museo sia fruibile e sempre attivo”.
Del ruolo che le donne hanno avuto durante l’emigrazione ha parlato Paola D’Antonio, docente dell’Università degli Studi della Basilicata: “E’ necessario valorizzare il ruolo delle donne anche per comprendere il patrimonio di valori che si portano dietro: tradizioni, ricordi e menage familiare. La letteratura per troppo tempo ha omesso di operare una ricostruzione in questo senso, tralasciando così un pezzo di storia”.
E a proposito di donne, Maria Albano, componente della Commissione per le Pari Opportunità, ha raccontato la storia di Rosita Melo, compositrice e cantante sudamericana originaria di Rionero in Vulture.
“La figura di Rosita Melo è una figura femminile di notevole importanza storica. Talento precoce, ma altrettanto straordinario. Animo autentico, puro e generoso, ricco di valori veri e genuini che denotano la sua grandezza. Orgoglio per tutte le donne lucane”.
Grande soddisfazione, per il lavoro svolto, è stata espressa da Vito Giuzio, Vice Presidente della Commissione Regionale Lucani nel mondo: “Tutti conosciamo cosa ha rappresentato l’emigrazione lucana nel mondo ed è impossibile dimenticare. Questo percorso è l’occasione per comprendere meglio i valori che hanno caratterizzato gli anni dell’emigrazione e solo mantenendo viva la memoria di quel periodo riusciamo a dare forza alla nostra identità”.
 

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