In un incontro pubblico a Lauria il segretario Potenza e il capogruppo in Regione Scaglione hanno chiesto al centrosinistra di “puntare diritto ai processi di innovazione, rinnovamento e riforma”
“Provare a disegnare un futuro nuovo per la nostra regione partendo dall'analisi delle condizioni sociali ed economiche che che i nuovi scenari imporranno al Governo regionale”. E' questo l’obiettivo che il segretario dei Popolari uniti Antonio Potenza ed il capogruppo alla Regione, Luigi Scaglione, hanno indicato al centrosinistra, che a loro parere “non può inseguire modelli nuovi in ogni occasione ma deve puntare diritto ai processi di innovazione, rinnovamento e riforma che utilizzando bene le risorse sappiano dettare l'agenda regionale raggiungendone gli obiettivi”.
In un incontro promosso ieri a Lauria dai Popolari uniti si è parlato delle emergenze lucane e del corretto utilizzo delle risorse, con particlare riferimento all’emergenza lavoro. “Una scelta forte – hanno detto Potenza e Scaglione – per guardare oltre il confine di una regione condizionata dalle sue crisi industriali, da risorse drenate dall'esterno che negli ultimi dieci anni in particolare hanno prodotto solo macerie mentre nella dinamica di una nuova attenzione al lavoro, si sono inseguiti modelli nel sistema formativo che portano a dire che dobbiamo ripartire quasi da zero, se è vero, come è vero, che in Val d'Agri mancano unità lavorative specializzate ed arriveranno, si dice, circa 500 unità specializzate da fuori regione o se, come nel caso della ex Vicenzi, non bastano 10 milioni di euro per far ripartire la industrializzazione di quell'azienda e se ne chiedono altri per una nuova improbabile formazione”.
“I Popolari uniti – hanno aggiunto il segretario e il capogruppo – sono pronti a fare la loro parte con coerenza e con la loro classe dirigente, come accade negli enti dove sono chiamati a partecipare al governo delle scelte che in Regione invece è condizionato da una continua ricerca di posizionamenti e che di fatto, come nel caso della task force sulla semplificazione, sino ad oggi non ha prodotto alcun effetto mentre la burocrazia taglia le gambe anche alle imprese. Ma le dinamiche economiche rischiano di tagliare le gambe al processo politico di innovazione, come sostenuto dall'economista Nino D'Agostino che ha ricordato come sia nei fatti necessaria una riforma del sistema formativo incapace oggi di colmare i vuoti nel mondo del lavoro con professioni e mestieri che i nostri giovani affidano ai ricordi inseguendo invece il mito della laurea o del posto fisso”.
Potenza e Scaglione hanno reclamato “dinamiche nuove per sulle scelte da fare nel prossimo futuro con una parola su tutte: cambiamento. Cambiamento di modi e di mentalità di azioni, di processi. E i Popolari uniti su questo accettano la sfida ma il Governo regionale, come rilevato dall'assessore Pittella, è condizionato dalle scelte che vengono da oltre i nostri confini”. Mentre si guarda con attenzione “alla speranza di un nuovo metodo di ricerca del lavoro”, come ricordato dall'assessore provinciale Vitantonio Rossi, e “che utilizzi il territorio e le sue organiche dinamiche di rappresentazione del governo locale”, come evocato dal presidente dell'Area Programma Domenico Carlomagno.
Spazio infine al dibattito ed al confronto con i protagonisti del mondo del lavoro e del sistema della formazione con gli interventi del rappresentante di Italia Lavoro Enrico Sodano e del consigliere nazionale dei consulenti del lavoro, Teodoro Lateana. “Una emergenza si – hanno concluso Potenza e Scaglione – ma anche la necessita di cambiare rotta e la politica deve andare oltre gli schemi sin qui utilizzati che di fatto per ora hanno provocato solo aspettative andate in fumo”.