"Il voto del 17 e 18 novembre 2013 ha consegnato alla Basilicata un Consiglio Regionale caratterizzato dall’assoluta mancanza di una rappresentanza di genere femminile. Tale situazione era del tutto prevedibile in assenza del nuovo Statuto regionale e della conseguente nuova legge elettorale che avrebbero introdotto criteri favorevoli all’affermazione della rappresentanza di genere".
Lo afferma Rossella Brenna, Portavoce delle Donne Democratiche, facendo riferimento a una lettera inviata dalla portavoce nazionale Roberta Agostini, che ha sottolineato come ''sarebbe importante che tra i primi
atti della nuova amministrazione regionale vi fosse l'introduzione della doppia preferenza di genere''.
In una lettera inviata al Presidente della Regione e al Segretario regionale, Brenna ricorda come non si può "non mettere in evidenza questo aspetto che risulta essere in antitesi con i dettati statutari del nostro partito e con la necessità che le donne debbano essere protagoniste in politica come lo sono in tutti gli altri settori della vita sociale ed economica".
Per Brenna, non a caso il Pd si è speso nel far nascere la Conferenza delle donne quale organismo capace di apportare il valore aggiunto del contributo delle donne alla gestione della cosa pubblica per l’evidente vantaggio che ne deriva sia per il partito che per il Paese tutto.
Più volte la Conferenza ha ribadito di non rivendicare quote riservate alle donne per garantirne la presenza in politica, ma di introdurre le cosiddette “azioni positive” capaci di rimuovere lacune culturali e di costume che non consentono alle donne di porsi alla pari degli uomini ai nastri di partenza.
Per Brenna, "anche l’attribuzione di postazioni di Giunta per un riequilibrio di genere, sebbene necessaria, non è sufficiente a colmare questa grave carenza del centro sinistra a del Pd in particolare. Superfluo commentare come anche la presenza di una donna nel listino in posizione non
utile ha fatto si che la stessa rimanesse, come si suol dire, al palo. Non mi resta che confidare nel buon senso e nella reale voglia di cambiamento e di rivoluzione democratica annunciata in campagna elettorale".
bas 07