Per il capogruppo di Sel è necessario fornire un quadro più chiaro per la realizzazione degli impianti fotovoltaici e da fonti rinnovabili
''L’indicazione del Presidente De Filippo di lavorare per un modello di “green energetic valley”, imitando la positiva e consolidata esperienza della Regione Puglia con il primato di prima regione produttrice di eco-energia in Italia, rappresenta finalmente un passo avanti nelle politiche energetiche regionali e soprattutto per non concentrare ogni sforzo solo sul petrolio e il gas derivanti dalle attività estrattive in Val d’Agri”.
A sostenerlo è il presidente del gruppo Sel (Sinistra Ecologia e Libertà) Giannino Romaniello, il quale sottolinea che “le attese nell’anno appena iniziato sono rivolte, in particolare, all’attuazione del provvedimento della Giunta regionale che disciplina l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, prevedendo linee guida tecniche per la progettazione degli impianti, secondo un percorso già definito e seguito da tempo dal Presidente Vendola”.
“L’obiettivo – evidenzia l’esponente SEL – è quello di dare un quadro più chiaro e semplificato per la realizzazione degli impianti fotovoltaici e da fonti rinnovabili in genere da realizzarsi sul territorio regionale che nel recente passato ha alimentato non poche proteste di associazioni ambientaliste, comitati popolari e civici oltre a polemiche politiche. Un provvedimento ancora più importante perché, in assenza dell’ adozione di un proprio regolamento da parte delle Regioni, saranno applicate automaticamente le direttive nazionali”.
“E’ evidente però, a nostro parere, che snellire le procedure ed accrescere la produzione di eco-energia – continua Romaniello – non deve in alcun modo farci abbassare la guardia per proteggere la green economy dai tentativi di infiltrazione affaristica, facendo tesoro di esperienze e situazioni che si sono verificati in altre parti del Paese. Il punto di partenza è il rapporto Enea sulle Fonti Rinnovabili 2010 che, insieme a previsioni di scenario a livello nazionale e internazionale e una panoramica delle tecnologie più promettenti, rilancia il progetto della filiera industriale delle energie rinnovabili. La straordinaria diffusione delle tecnologie per le fonti rinnovabili a cui si è assistito nell’ultimo decennio a livello internazionale ha coinvolto, soprattutto negli ultimi due anni, anche l’Italia pur rimanendo ancora settori ampiamente sottoutilizzati. A questa diffusione non ha corrisposto però una adeguata crescita della capacità produttiva nazionale e si è determinato un aumento preoccupante della “dipendenza tecnologica” del nostro Paese proprio in quei settori di cui viene da più parti auspicato uno sviluppo in funzione anti-crisi”.
“Di qui – conclude Romaniello – il nuovo impegno che attende Giunta e Consiglio regionali”.