“E’ evidente che in presenza di un'evoluzione non positiva nella gestione dei servizi affidati al Don Uva, il Consiglio deve assumersi la responsabilità di attivare un altro tipo di procedura”
”La legge ‘salvastipendi’ per i lavoratori del Don Uva, come di tutte le strutture sanitarie private accreditate in caso di inadempienze contrattuali, è il risultato di un impegno politico che il Consiglio regionale ha assunto e, dunque, mantenuto dopo un ampio confronto con lavoratori e sindacati e un attento lavoro in Quarta Commissione consiliare. Per il Don Uva c’è bisogno comunque di ulteriori azioni in grado di affrontare, una volta per tutte, le questioni da anni sul tappeto che si riferiscono ai servizi e al personale della sede di Potenza”. E’ quanto sottolinea il capogruppo di Sel in Consiglio regionale, Giannino Romaniello.
“La norma approvata – aggiunge – tiene conto in primo luogo dei diritti dei cittadini alla tutela della salute e all'assistenza adeguata, del diritto dei lavoratori ad essere pagati perché prestano un'attività, dei diritti di quell'azienda ad aver riconosciuto quello che gli spetta da parte della Regione, del diritto del Consiglio regionale di fare una norma che disincentiva l'abuso nell’utilizzo di risorse regionali. Ma l’impegno del Consiglio – continua Romaniello – non può certamente considerarsi esaurito. E’ evidente che in presenza di un'evoluzione non positiva nella gestione dei servizi affidati al Don Uva, il Consiglio deve assumersi la responsabilità di attivare un altro tipo di procedura, avviando una discussione rispetto allo stesso accreditamento dell’ ente rispetto ai servizi che offre nella nostra regione”.