Don Uva; Fials Potenza: i lavoratori sono ancora creditori

La Fials continua "a manifestare le proprie preoccupazioni" in merito alla situazione occupazionale e finanziaria del Don Uva.
"Sono trascorsi circa due mesi dal fatidico accordo Romano – è scritto in una nota della segreteria provinciale e aziendale – che ha decretato il licenziamento di 366 dipendenti anziché i 587 decisi nel piano di rientro dalla Casa Divina Provvidenza che sarebbero stati licenziati in caso di “mancato accordo” tra le parti, oltre ad un contratto di solidarietà a carico di tutti gli altri dipendenti per mantenere in servizio quelli non licenziati.
Nel frattempo, circa un mese fa, pare, a detta della stampa pugliese, che alla C.D.P. è stato concesso da parte del Tribunale di Trani, di continuare a gestire l’Ente con il Concordato preventivo, scongiurando il fallimento dell’Azienda. L’assurdo sta nel fatto che come al solito, le forze sociali ed i Lavoratori di tutto questo non sono stati informati né ufficialmente e né ufficiosamente, pur avendo pagato, il prezzo più alto in tutta la vicenda. Non sappiamo – continua la Fials – se e come è stato previsto il risanamento dell’Ente oltre al 'sangue' già versato dai lavoratori. Si evidenzia che anche i Lavoratori sono creditori di somme da parte della Casa della Divina provvidenza. Siamo altresì curiosi di sapere se i predetti debiti sono stati tutti menzionati o si continuerà a nasconderli sotto il tappeto come si è fatto in tutti questi anni".

bas 07

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