Don Uva: Cisl Fp preannuncia dure proteste

“Occorre un’azione straordinaria e risolutiva riguardo all’Ospedale Don Uva di Potenza, dovendolo affrancare dalla gravissima crisi in cui è piombata la Casa Divina Provvidenza nelle sue strutture di Bisceglie e Foggia, che hanno accumulato oltre 300 milioni di euro di debiti, condizionando fortemente anche la struttura ospedaliera di Potenza”.
Lo affermano, in un comunicato stampa, il segretario generale regionale della Cisl Fp, Giovanni Sarli e il segretario aziendale, Dino Gentile.
“La Cisl continuerà a rigettare ogni ipotesi di cassa integrazione anche di una sola unità lavorativa poiché – afferma il sindacato – i conti economici a Potenza possono essere perfettamente in equilibrio se viene garantita l’autonomia gestionale di Potenza rispetto alle strutture ospedaliere della Puglia. Non accetteremo mai, però, una semplice parvenza di autonomia – continuano Sarli e Gentile – ma occorre un atto pubblico, che sancisca l’indipendenza assoluta di Potenza e l’utilizzo esclusivo in Basilicata di tutte le risorse economiche erogate dal Servizio sanitario lucano, cancellando il dominio assoluto dei manager della Puglia sulla Basilicata”.
Per la Fp Cisl, “è assolutamente inaccettabile che la cassa integrazione di 52 unità al Don Uva di Potenza sia stata decisa in maniera strumentale, come è emerso nell’incontro ultimo in Regione, solo per coinvolgere due Regioni, la Puglia e la Basilicata, innanzi al Ministero del Lavoro a Roma.
Nella sostanza, infatti, sarebbe assurdo privarsi di personale nell’ospedale di Potenza, ben sapendo, invece, che vi è carenza di personale, dovuta alla particolare patologia dei pazienti ricoverati a Potenza, che abbisognano, appunto, di maggiore personale rispetto a quello attualmente in servizio”.
In definitiva, ribadiscono i due esponenti della Cisl Fp, Sarli e Gentile, “la stessa Giunta regionale, intervenuta opportunamente sulla situazione di crisi, deve premere ancora di più per ottenere l’autonomia della struttura ospedaliera di Potenza, altrimenti dovrà revocare tutti i contratti con la Casa Divina Provvidenza e prepararsi ad una gestione alternativa, anche mista, pubblico–privato.
La Cisl, da parte sua, chiede ufficialmente la sostituzione dell’attuale dirigenza, dimostratasi incapace di risolvere la gravissima crisi in cui è piombata la Casa Divina Provvidenza, che va peggiorando ed è ormai irreversibile. Preannunciamo che, se dall’incontro già programmato per venerdì 27 corrente non scaturirà la revoca definitiva della cassa integrazione per l’Ospedale di Potenza, la Cisl intraprenderà forti azioni di protesta, unitariamente agli altri sindacati. Non possiamo più consentire che il Don Uva di Potenza – concludono i due esponenti della Cisl Fp – centro di eccellenza della riabilitazione in Basilicata, venga trascinato a fondo da una crisi originata e persistente interamente in Puglia”.
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