Il settore del mobile italiano, con 26,7 miliardi di euro di fatturato stimati per il 2025, si conferma saldamente al primo posto nel ranking europeo, ampliando ulteriormente il vantaggio nei confronti della Germania, secondo produttore con un valore di fatturato stimato di 21,7 miliardi di euro. Determinante il contributo dei mercati esteri, accanto al solido presidio del mercato interno.
E’ quanto emerge dall’analisi realizzata da Stefania Trenti, responsabile industry & local economies, e Ilaria Sangalli, responsabile industry research del research department di Intesa Sanpaolo, che approfondisce il posizionamento competitivo del comparto in uno scenario condizionato dalle tensioni in Medio Oriente.
Il design e la filiera del made in Italy sono un’eccellenza italiana che andrà in scena al Salone del Mobile, che si terrà dal 21 al 26 aprile alla Fiera di Milano Rho, di cui Intesa Sanpaolo è partner dal 2017. Per il 2026 il mercato interno per il settore del mobile è atteso comunque registrare un lieve aumento, grazie al traino del segmento immobiliare e al buon momento del turismo, in particolare nella fascia alta, con nuove aperture e rinnovi degli interni.
L’attuale contesto di incertezza globale potrebbe anzi giocare a favore dell’Italia, rafforzandone la capacità attrattiva. Dopo il balzo del biennio 2021-22, il settore ha mantenuto livelli elevati di fatturato, registrando nel 2025 un lieve recupero (+0,5%), a fronte della riduzione in Germania -2,9%, Polonia, -0,3%, Francia -4,5%. Solo la Spagna è riuscita a crescere a ritmi più intensi (+4,7%), ma si ferma al momento a 8,6 miliardi di euro.
Nel 2025, secondo l’analisi di Intesa Sanpaolo, le imprese del mobile italiano hanno mantenuto un avanzo commerciale elevato, pari a 8,4 miliardi di euro, nonostante un lieve arretramento delle esportazioni (-1,2%). Determinanti le vendite sui mercati europei, dove i produttori di mobili Made in Italy hanno registrato una crescita in Germania (+2,2%), Regno Unito (+5%) e Spagna (+1,5%), a fronte di un leggero calo in Francia (-2,4%). Tra i paesi emergenti, si segnalano la crescita dell’export negli Emirati Arabi Uniti (+2%) e un vero e proprio balzo delle vendite verso la Turchia (+43,5%).
L’aumento delle vendite in Canada (+9%) – mercato che è entrato così nella Top Ten delle destinazioni dei mobili italiani – ha fatto da contraltare al calo delle esportazioni negli Stati Uniti (-8,2%). La Cina, invece, al settimo posto tra le destinazioni di mobili italiani, delude con un -4,7%.
I distretti industriali hanno fornito un contributo determinante ai risultati del settore, generando l’83% dell’avanzo commerciale 2025 (per un totale di 6,9 miliardi di euro) e registrando una migliore tenuta delle esportazioni (-0,3%, pari a 9 miliardi di euro).
La buona performance del mobile di Pordenone (+7,7%), del mobile imbottito della Murgia (+8,9%), del Legno Arredo dell’Alto Adige (+10,1%) e dei mobili in stile di Bovolone (+20,6%) bilancia il lieve arretramento dei distretti del Legno Arredo della Brianza (-1,8%) e di Treviso (-3,3%), che si confermano comunque i principali poli industriali per valore esportato nel 2025, grazie a una spiccata capacità di riorientare i flussi commerciali.