Digilio (Fli): doroteismo e centrismo popolare ancora vivi

“Sarà sicuramente l’effetto di cordoglio per la morte dell’ex presidente Oscar Luigi Scalfaro, una delle presidenze più controverse della storia repubblicana, benché fortemente sostenuta dai partiti politici sopravvissuti al turbine di Tangentopoli, ad influire nelle scelte di queste ultime ore per i nuovi assessori della giunta bis De Filippo”: è il commento del segretario regionale di Fli sen. Egidio Digilio.
“Leggendo le anticipazioni dei giornali, non ci resta che prendere atto – continua Digilio – che il doroteismo di Viti, proprio come il centrismo popolare e conservatore di Scalfaro, nella politica regionale sono ancora vivi e resistono ad ogni intemperia. Davvero bell’esempio di discontinuità non solo con l’oggi quanto con la politica degli anni novanta.
Vorrei ricordare il caso del cosiddetto “prendisole” che vide nel 1950 protagonista il Presidente Scalfaro (all’epoca solo all’inizio dell’attività parlamentare) che in un ristorante romano ebbe un vivace alterco con una giovane signora, Edith Mingoni in Toussan, da lui pubblicamente ripresa in quanto il suo abbigliamento, a suo parere, era sconveniente poiché ne mostrava le spalle nude. L'episodio terminò in Questura, ove la donna, militante del Movimento Sociale Italiano, querelò Scalfaro per ingiurie.
Come allora c’è sempre un ex missino non pentito che – dice Digilio – non si accoda al moralismo e bigottismo di quanti nel 2012, facendo i camaleonti, pensano di spacciare per novismo vecchie ed antiche pratiche politiche della ex Dc e pertanto non rinuncia alla denuncia, in questo caso, politica per dire quello che in tanti non hanno il coraggio di raccontare”.

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