Digilio (Fli): Berlusconi non ha idea della Basilicata

“Se qualche lucano aveva ancora dubbi sul reale interesse politico di Berlusconi per la nostra regione, tra l’altro in rarissime occasioni in Basilicata, e sull’assoluta mancanza di idee per una qualsiasi ipotesi di sviluppo e occupazione, l’intervista concessa a La Nuova del Sud, sono convinto, li ha completamente fugati”.
E’ quanto sostiene il coordinatore regionale di Fli sen. Egidio Digilio sottolineando che “essere alternativi e in concorrenza con Pdl e Pd da noi ha un significato politico particolare perché proprio in Basilicata si è vissuta la stagione del governo Pdl del Paese e dell’opposizione in Regione senza risultati e del governo Pd della Regione e dell’opposizione al Governo, fino a quando c’era Berlusconi, senza portare a casa significativi benefici per la nostra gente. L’ex Premier del Pdl – aggiunge Digilio – dimostra di non avere la più pallida idea della Basilicata di oggi, sicuramente perché i suoi uomini lucani non hanno fatto molto per spiegargli le nostre problematiche, limitandosi a sbandierare la card carburanti come il più grande successo derivante dall’estrazione del petrolio. Purtroppo anche De Filippo che ha creduto cecamente nel Memorandum ha le sue responsabilità e adesso non sa più con chi prendersela”.
“Penso – continua il coordinatore di Fli – che a Berlusconi sia rimasto il consenso degli ultrà e di coloro che tifano per la squadra del cuore a prescindere dalla partita. Però una metà del consenso raccolto nel 2008 si è messo in panchina e una quota consistente di questi non comprende un Berlusconi che evoca complotti, attacca l’Europa e prospetta l’uscita dall’euro. Il malessere è molto diffuso e c’è una parte dell’elettorato meridionale che non dimentica ciò che Berlusconi, Tremonti hanno cucinato per il Sud per compiacere la Lega che resta l’interlocutore principale di Berlusconi. Quanto ai miei amici ex di Alleanza Nazionale, ognuno risponde alla propria coscienza e quindi delle proprie scelte. E’ però abbastanza debole la proposta degli amici o ex amici che dicono noi facciamo una proposta autonoma ma il candidato-premier resta Berlusconi, lo stesso che senza remore giudica carente anche la classe dirigente del suo partito e pertanto li boccia in tronco”.
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