In una nota il presidente della Deputazione Lucana di Storia Patria Antonio Lerra, interviene sull’apporto del Mezzogiorno e della Basilicata all’Unità di Italia.
“Alle sottolineature dei giorni scorsi del Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata, Franco Mollica, sulla «poco discussa e poco meditata» approvazione dell’ormai ben nota mozione di «chiaro indirizzo neoborbonico e di profilo antiunitario» approvata dal Consiglio Regionale il 7 marzo, si è aggiunta la recente dichiarazione del Consigliere Regionale Vito Santarsiero che, definendo tale approvazione come “sbaglio”, ha annunciato altra mozione “tesa ad annullare – ha scritto – quanto infelicemente approvato lo scorso 7 marzo”.
Riteniamo siano da considerare importanti questi primi segnali istituzionali di “prese di distanza” da vistose e superficiali “operazioni pseudoculturali” ed “antistoriche”, che, tra l’altro, finiscono per alimentare disinvolte strategie di “scardinamento” di uno dei connotati portanti del profilo storico del Mezzogiorno d’Italia e della Basilicata, quale, appunto, è stato il loro diretto ed attivo apporto di prima fila, sul terreno della cultura e della pratica politica, al lungo e difficile percorso di “costruzione” dell’Italia unita, dal 1799 al 1860-61.
E l’Unità d’Italia – è bene ribadirlo – rappresentò lungo il percorso risorgimentale un obiettivo largamente e direttamente voluto da Sud, in particolare dalla Basilicata, nel cui capoluogo Potenza l’Unità d’Italia fu proclamata addirittura prima che lo stesso Garibaldi ed i garibaldini mettessero piede nel Mezzogiorno continentale, come peraltro attestato dal significativo riconoscimento della medaglia d’oro per il Risorgimento alla città di Potenza.
Tutto quanto successivo all’Unità d’Italia – dovrebbe essere noto – è da ricondurre alle politiche parlamentari e governative via via attuatesi nel corso del nuovo Stato unitario, espressione istituzionale di rappresentanze d’ambito nazionale e, dunque, anche da Sud.
E’, per ciò, ancora più significativo che proprio dal Consiglio Regionale della Basilicata venga ora una accurata riconsiderazione della mozione di stampo “borbonista”, fatta strumentalmente approdare nei mesi scorsi nei Consigli Regionali meridionali, mozione che – come è stato evidenziato dal Coordinamento Nazionale delle Società Storiche – si basa, tra l’altro, «su una lettura del momento dell’unificazione nazionale in termini di conquista piemontese delle regioni meridionali, di rapina delle loro ricchezze e di distruzione dei presunti primati borbonici», finendo per riproporre, nell’alveo della letteratura “borbonista”, una «visione dicotomica del Risorgimento, aproblematica e semplificatoria, di “buoni” contro “cattivi”, vittime contro carnefici».
La Deputazione Lucana di Storia Patria, in piena adesione al documento del Coordinamento Nazionale delle Società Storiche (Giunta Centrale per gli Studi Storici, SISSCO, SISEM, CUSGR, SIS, SIMED, SISI…), auspica vivamente che dal Consiglio Regionale della Basilicata possa venire una sollecita “riconsiderazione” della citata mozione “antistorica e borbonista”, insieme con un chiaro e forte messaggio di rigoroso ancoraggio alle Scienze storiche, ancor più importante in una fase ed in un contesto, quale quello di Basilicata, in cammino verso l’esercizio della funzione di baricentro culturale europeo per il 2019".
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