De Filippo: “un errore penalizzare il terzo settore”

Domani in Conferenza Stato-Regione all’attenzione del Governo le preoccupazioni sollevate dal mondo del volontariato lucano

Il presidente della Regione, Vito De Filippo, facendo proprio il grido di allarme lanciato in queste ore dal presidente del Csv Basilicata, Genesio De Stefano, ha annunciato che domani, a Roma, in sede di Conferenza Stato-Regione, porrà all’attenzione del Governo le forti preoccupazioni sollevate dal mondo del volontariato lucano. Secondo quanto previsto dall’articolo 4 (commi 6-7-8) del disegno di legge 95/2012, che detta disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica, a partire dal primo gennaio 2013 le amministrazioni pubbliche non potranno acquisire a titolo oneroso servizi di qualsiasi titolo, anche se regolate da convenzioni, da enti di diritto privato, quali sono appunto le Associazioni di volontariato.
Il presidente De Filippo s’è detto preoccupato per gli effetti pratici che l’applicazione di questa norma potrebbe avere sulle attività poste in essere dal terzo settore, peraltro in forma completamente gratuita, sia pure in rapporto convenzionale con gli enti pubblici di riferimento, nel campo socio-sanitario. E quindi nella gestione delle case di accoglienza, degli istituti per anziani, oltre che nella lotta alle tossicodipendenze e all’assistenza alle categorie svantaggiate.
“Il contenimento della spesa pubblica – ha sottolineato il presidente De Filippo – non può penalizzare quei settori, come il non profit, che proprio grazie all’apporto disinteressato e gratuito di migliaia di volontari consentono alle pubbliche amministrazioni di garantire servizi efficienti a costi contenuti. L’alternativa sarebbe quella di cancellare, quasi con un colpo di spugna, anni e anni di impegno da parte di associazioni, comitati e fondazioni nella creazione di un sistema di welfare, che ha sinora consentito di venire incontro ai bisogni delle fasce più deboli, garantendo anche un futuro alle nuove generazioni”.
Secondo il presidente della Regione Basilicata, infine, non si comprendono le ragioni che porterebbero all’abolizione di organismi di partecipazione democratica, senza costi per la pubblica amministrazione, come l’Osservatorio nazionale sul volontariato di promozione sociale, l’Osservatorio nazionale del volontariato e la Consulta per l’integrazione dell’immigrazione.
“In questo caso – ha concluso De Filippo – facendo venir meno organismi di confronto e di concertazione della società civile, si corre il rischio di alimentare pericolose forme di antipolitica e di disimpegno sociale”.

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