De Filippo: “Serve sistema di valutazione efficacia scelte”

Il commento del Presidente della Regione, intervenuto alla presentazione dello studio di Martini e Trivellato su un sistema valutativo delle politiche pubbliche

“La necessità di implementare un corretto sistema di valutazione degli interventi pubblici rappresenta una priorità per l’Italia, ancor più in un momento in cui le risorse che è possibile mettere in campo sono estremamente ridotte. Riuscire a selezionare le scelte politiche che danno frutto è fondamentale non solo per l’efficacia dell’azione amministrativa ma anche per sottrarre un tema di fondamentale importanza per la vita del Paese ai giudizi estemporanei e interessati della politica e alle campagne dei gruppi di pressione ed ancorare l’attività di valutazione a criteri scientifici”. Lo ha sostenuto il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, intervenendo alla presentazione dello studio “Sono soldi ben spesi? Perché e come valutare l’efficacia delle politiche pubbliche” pubblicato da Alberto Martini & Ugo Trivellato per i tipi di Marsilio che si è tenuta oggi alla Camera dei Deputati. L’incontro, voluto dal Consiglio Italiano per gli studi sociali e presieduto dall’on. Rosy Bindi, ha visto gli autori del volume confrontarsi con il presidente De Filippo, il ministro della Coesione Fabrizio Barca (che già prima della nomina al Governo, con il Css aveva organizzato l’appuntamento), con l’economista Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Pd, con l’on. Giancarlo Giorgetti, presidente della Commissione Bilancio della Camera, e con il presidente del Css Sergio Ristuccia.
“In questo processo – ha proseguito De Filippo – credo che il Mezzogiorno d’Italia sia estremamente interessato all’applicazione di un metodo di valutazione oggettivo degli investimenti, tanto per ottenere scelte mirate al superamento di quello che ancora oggi rappresenta il più antico divario del mondo, tanto per sfatare leggende secondo cui la malamministrazione sarebbe un fattore endemico del Sud. Il criterio di valutazione ora utilizzato, il Nord si è sviluppato, il Sud no, di per sé non è sufficiente a trarre giudizi. C’è da fare una valutazione della condizione di partenza, delle risorse che hanno sostenuto,direttamente o indirettamente, lo sviluppo, la comparazione con un’analisi contro fattuale, per vedere cosa sarebbe successo in assenza di quelle scelte, di quegli interventi. E solo così, più che decidere quali politici santificare e quali demonizzare, sarebbe possibile capire quali politiche replicare e quali seppellire”.
“Non è un caso – ha concluso De Filippo – che anche il Rapporto di Coesione che prelude alla definizione delle politiche di intervento dell’Unione Europea recepisca quel modello di valutazione degli interventi basato sull’analisi contro fattuale che viene illustrato nello studio di Martini e Trivellato. E si tratta di un elemento che la contingenza economica attuale rende ancora più importante, dato che nella fase recessiva in atto saremo chiamati più spesso a valutare quali danni le politiche pubbliche sono state in grado di limitare piuttosto che quali risultati aggiuntivi abbiano conseguito. E valutazioni sommarie e semplificate potrebbero portare a bocciare tutte le scelte fatte minando la credibilità stessa del sistema decisionale del Paese, lasciando il campo ad una disinformata antipolitica dalle conseguenze nefaste”.

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