Ddl Energia: sviluppo e benefici per le comunità

Presentato il disegno di legge sulla disciplina delle compensazioni ambientali derivanti da fonti energetiche rinnovabili. Bardi e Mongiello: "Dimostriamo all'Italia che la transizione energetica si governa con equilibrio e responsabilità, tenendo insieme l'interesse generale".

Non basta produrre energia “pulita” se il territorio e la comunità regionale non hanno benefici. Il dibattito sullo sviluppo delle fonti rinnovabili in Basilicata si sposta dal piano meramente tecnico a quello politico ed etico: quale ritorno reale c’è per le comunità locali? E’ la domanda chiave che ha ispirato il disegno di legge sulla disciplina delle compensazioni ambientali derivanti da fonti energetiche rinnovabili, illustrato oggi in conferenza stampa dal Presidente Vito Bardi e dall’assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello. L’attuale quadro normativo nazionale impone determinati paletti e riconosce contenute compensazioni ai soli Comuni ospitanti gli impianti, sebbene in molti casi l’impatto paesaggistico va ben oltre il perimetro comunale. Ad oggi non ci sono le condizioni giuridiche perché la Regione possa tutelare pienamente tali interessi e contrattare un ritorno economico o sociale diretto proporzionato al peso degli impianti installati. Il governo lucano, all’interno di questo contesto legislativo, ha prodotto un Ddl “pionieristico” contribuendo a far passare il principio che agli interessi privati, pur legittimi, corrisponda un interesse pubblico da tradursi in benefici tangibili per i cittadini. L’uso del suolo per accogliere parchi fotovoltaici o l’impatto delle pale eoliche sul paesaggio non può non conoscere forme di compensazioni a sostegno ai processi di sviluppo. E’ quanto ha sottolineato Bardi: “Oggi quanto abbiamo previsto è il massimo che si possa fare. La Basilicata è da anni una terra dell’energia, prima con le fonti tradizionali e oggi sempre più con le rinnovabili. Con questa legge compiamo un passo in avanti decisivo. Non siamo più soltanto una Regione che produce energia, diventiamo la prima Regione in Italia che pone il tema di trovare un equilibrio con gli interessi territoriali. Se da un lato occorre garantire regole chiare e certezza agli investitori, al contempo è altrettanto importante tutelare il paesaggio e fare in modo che del valore prodotto resti un beneficio tangibile alle comunità per generare opportunità e qualità della vita”.
Il Dna della legge – come ha spiegato il governatore lucano – è la nascita del Fondo regionale per l’Energia Sostenibile. Le compensazioni ambientali versate dagli operatori non saranno semplici misure riparatorie, ma diventeranno una risorsa economica permanente. Attraverso il Fondo le risorse generate dagli impianti saranno direttamente reinvestite per abbattere i costi delle bollette di famiglie e imprese, incentivare l’autoproduzione e promuovere l’efficienza energetica. E’ gioco forza un modello fondato su accordi consensuali. L’obbligatorietà sarebbe in contrasto con quanto previsto dalla normativa nazionale. La strategia del governo regionale è generare una “moral suasion” nei confronti dei player energetici. Chi intende investire in Basilicata non può non tener conto delle aspettative di sviluppo delle comunità e in qualche modo farsene carico. “Dal punto di vista tecnico e normativo – ha spiegato l’assessore Mongiello – abbiamo costruito uno strumento solido e trasparente. La legge interviene sugli impianti eolici e solari di nuova realizzazione o oggetto di potenziamento che generano un impatto sovracomunale, cioè un’impronta che travalica i confini dei singoli enti locali. Attraverso indici tecnici oggettivi, definiremo compensazioni regionali tramite accordi consensuali con gli operatori, nel rispetto del principio di proporzionalità e con un tetto massimo fissato al 3 per cento del valore della produzione energetica attesa. È importante sottolinearlo: non introduciamo veti, non creiamo ostacoli burocratici e non rallentiamo i procedimenti autorizzativi. Garantiamo certezze agli investitori seri, ma tuteliamo rigorosamente il nostro territorio, salvaguardando al contempo le compensazioni già spettanti ai singoli Comuni”. Il messaggio di fondo è rinvigorito da un’altra riflessione: oltre all’impatto visivo, il settore deve fare i conti con l’invecchiamento delle infrastrutture esistenti. Molti dei primi aerogeneratori installati oltre vent’anni fa risultano oggi inefficienti o del tutto improduttivo. La vera sfida dei prossimi anni – hanno spiegato Bardi e Mongiello – non sarà solo autorizzare nuovi parchi, ma imporre interventi di repowering (sostituzione dei vecchi aerogeneratori con pale di nuova generazione più efficienti) e affrontare il nodo – ancora irrisolto a livello globale – dello smaltimento e riciclo dei componenti esausti, a partire dalle pale in fibra di vetro.
Ringraziando l’assessore Mongiello e gli uffici regionali per il lavoro rigoroso e determinato condotto nella stesura del testo, il Presidente Bardi ha concluso ribadendo il valore strategico della legge anche a livello nazionale: “Dimostriamo all’Italia che la transizione energetica si governa con equilibrio e responsabilità, tenendo insieme l’interesse generale, la competitività e la tutela del paesaggio. La Basilicata continua a fare la sua parte per la sicurezza del Paese, pretendendo però che una parte fondamentale dei benefici generati ritorni alle comunità che rendono possibile questo sviluppo”. Il disegno di legge è ora in attesa di approdare all’esame del Consiglio regionale per l’iter di approvazione definitiva.

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