Il progetto sulla responsabilità sociale per costruire una rete tra tutti gli attori economici, sociali ed istituzionali della Val d’Agri è un ulteriore tassello del mosaico dello sviluppo della valle non più legato esclusivamente al petrolio: è il commento di Filippo Massaro, a nome del Csail-Indignati Lucani.
Le parole dell’assessore regionale Michele Ottati (“è necessario porre l'attenzione sui sistemi di autoregolamentazione e di coregolamentazione in tale ambito per tessere un rapporto di fiducia e trasparenza tra imprese e cittadini presenti sul territorio”) suonano musica alle nostre orecchie. E’ da troppo tempo – aggiunge – che rivendichiamo un cambio di rotta a 360 gradi nella strategia del P.O. Val d’Agri che con la sua attuale Cabina di Regia ha dissipato risorse ingenti con risultati inesistenti per il “popolo del petrolio”.
Per il Csail c’è un modo concreto per voltare pagina, utilizzando il Laboratorio dell’Inea che ha già individuato 25 imprese agricole locali e rilanciando un nostro vecchio e sempre attuale progetto: riscoprire che i prodotti tipici alimentari della Val d’Agri come l’ambiente rurale, il patrimonio culturale e paesaggistico sono una risorsa di gran lunga superiore al petrolio. E’ ormai ampiamente acclarato – dice Massaro – che i pozzi di petrolio e l’attività del Centro Oli di Viggiano sono un pericoloso fallimento per la nostra agricoltura di qualità. Ci sono aziende che si ostinano a produzioni biologiche, anche se distano poche centinaia di metri di distanza in linea d’aria dal Centro Oli, che ha danneggiato produzioni pregiate in quella che una volta si chiamava contrada “Le Vigne di Viggiano” ed oggi è un deserto di aziende agricole abbandonate
Che fine ha fatto – aggiunge il presidente del Csail – il Paniere dei Prodotti Tipici della Val Agri, con tanto di marchio pagato dall’ex Comunità Montana Alto Agri e dalla Regione con l’obiettivo di creare uno strumento di tutela dei consumatori e di salvaguardia degli agricoltori? E i bandi dei PIF (Progetti Integrati di Filiera) tanto sbandierati, nel 2010 dall’allora primo assessore all’ Agricoltura Mazzocco della Giunta De Filippo, come la risoluzione di ogni problema della Val d’Agri che fine hanno fatto?".
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