“Persiste la totale assenza di chiarezza sulle funzioni degli stessi e sui mezzi necessari per il loro funzionamento”
“La condizione in cui versano i Consorzi di Bonifica è a dir poco inaccettabile. Una riforma annunciata da anni che non è mai stata approvata ha contribuito alla confusione che regna per quegli Enti i cui destini sono affidati, in molti casi, al solo spirito di appartenenza dei dipendenti”. E’ quanto sottolinea il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Nicola Pagliuca, il quale prende in esame il caso specifico del <br />Consorzio di Bonifica del Vulture Alto Bradano che “è la punta di un iceberg, quello dei Consorzi di Bonifica, la cui zavorra è diventata così pesante da portare verso il fondo l’intero comparto dell’economia agricola lucana. Persiste la totale assenza di chiarezza sulle funzioni degli stessi e sui mezzi necessari per il loro funzionamento.<br />Una commissione di inchiesta regionale, già nel 1999 aveva individuato le molteplici criticità gestionali dei Consorzi e la legge regionale n. 33 del 2001 doveva rappresentare la risposta data dalla politica per il superamento di quelle criticità.<br />In realtà, la sola modifica della governance, come al solito, non è stata sufficiente ed a distanza di dieci anni i problemi sussistenti sembrano essere gli stessi di allora.<br />Un deficit strutturale nelle gestioni che non potrà essere superato attraverso l’ennesimo maquillage delle governance: uno o due o tre Consorzi non sono la risposta ai tanti gravi problemi che affliggono quelle gestioni”.<br /><br />Pagliuca invita a “mettere mano con urgenza ai nodi nevralgici che affliggono questo importante pezzo del sistema agricoltura se si vuole realmente dare impulso al comparto esposto ai colpi di una crisi di settore che si somma alla crisi di carattere generale. Il tempo delle ‘cicale’ è finito, i problemi vanni affrontati con la chiarezza necessaria e le risorse vanno individuate in modo strutturale. Il sistema della bonifica va semplificato evitando duplicazioni di funzioni inutili e dannose per le casse dell’erario o per quelle dei contribuenti. I Consorzi devono assolvere principalmente ai compiti per cui sono stati immaginati sin dal lontano 1923 ed abbandonare le gestioni impropriamente caricate a quegli Enti quali lavori pubblici che dovrebbero ricadere in altre programmazioni ed attribuiti ad altre competenze. Così come sarebbe utile passare definitivamente alcune gestioni di intermediazione sulla distribuzione dell’acqua che rappresentano inutili costi che si scaricano sull’agricoltura. Gli agricoltori non possono pagare gli sprechi del sistema se si vuole recuperare efficienza e competitività nel comparto agricolo”.<br /><br />“La risposta della politica regionale – continua l’esponente del Pdl – non può essere quella dei soli commissariamenti ma deve entrare nel merito delle questioni modificando in modo radicale l’approccio al problema. Per questo auspico che si riapra un tavolo serio che coinvolga le organizzazioni agricole in un ruolo di reale rappresentazione degli interessi legittimi degli agricoltori e abbandonando ambizioni di gestione spartitoria che hanno prodotto solo il male per gli stessi associati e per quanti hanno assunto ruoli di responsabilità”.<br /><br />“Su questo tema, così come su tutti quelli che riguardano lo sviluppo della nostra regione – conclude Pagliuca – il PDL non si limiterà ad un ruolo di sola opposizione ma si rende disponibile a migliorare le proposte per superare in via definitiva i gravi problemi che affliggono quegli Enti e con essi l’intera comunità”.<br /><br />